Il presidio
Apre un nuovo ristorante: «I sapori del Marocco in piazza Duomo contro l’ipocrisia»
Parlano i titolari di Andaloussia, il nuovo ristorante in centro che apre tra le polemiche: «Venite a trovarci, amiamo Prato»
PRATO. Lo hanno chiamato “Andaloussia” anche se loro sono di Casablanca. C’è un perché ed è scritto nella storia del lembo più a Sud della Spagna, crocevia di popoli e culture e fino al 1492 lembo di terra araba in Europa. Suggestioni, colori e profumi del mondo arabo che Omar e Soufiane hanno deciso di portare a pochi metri dalla Cattedrale, aprendo un ristorante di cucina mediterranea davanti a piazza Duomo. Cibo etnico rivisitato in chiave “fusion” perché ai fornelli amalgama differenti tradizioni culinarie con quella “contaminazione” che, del resto, fa parte della vita privata dei due ristoratori, a Prato da tanti anni e sposati con moglie italiana.
«Amiamo così tanto il centro storico da voler investire i nostri risparmi nella sua piazza più bella», raccontano i due, soci in affari e amici da una vita, provenienti dal commercio di abbigliamento. Nei prossimi giorni (la data dell’inaugurazione non è ancora fissata) li vedremo servire specialità come risotto alla catalana, paella, couscous alla marocchina e in più varianti, tajine di verdure, manzo e pollo, piatti a base di pesce. Dulcis in fundo, tè alla menta da sorseggiare a fine pasto, come da tradizione marocchina. L’omaggio alla terra andalusa, dove per millenni civiltà islamica e civiltà cristiana si sono influenzate a vicenda, non è dunque casuale.
Stile moresco. Pareti dipinte con i colori della terra rossa, quella dell’Alhambra di Granada e dell’Alcatraz di Siviglia, porte decorate con piastrelle in stile moresco, quadri appesi con immagini delle città “blu” del Marocco. Dagli scaffali spiccano teiere e bicchieri il rito del tè alla menta. L’ambiente è curato, accogliente: può ospitare fino a 30 persone. «Abbiamo investito nella ristrutturazione del fondo perché ci interessa un locale di alto livello», ammette Soufiane. Ai fornelli si alterneranno uno chef marocchino e uno chef italiano che sarà presente una volta alla settimana.
I dubbi. Non sono tutte rose e fiori. Piazza Duomo con la meraviglia della cattedrale che fa tanto cartolina è anche un luogo “difficile” per via di cattive frequentazioni e diversi bandoni abbassati. L’impresa dei due ristoratori è ancora più coraggiosa: far rinascere un presidio di legalità dalle ceneri del vecchio ristorante toscano “Agorà” chiuso nel 2015 e poi dalla friggitoria rilevata alla metà del 2017, chiusa nel giro di pochi mesi. «Finora non abbiamo avuto una buona accoglienza. Leggendo Il Tirreno abbiamo saputo che alcuni vicini e un’associazione del quartiere (Condominio Lippi, ndr) non vedono di buon occhio la nostra apertura. Le porte sono aperte a tutti: vengano a vedere cosa facciamo. Chi ha a cuore il centro storico non deve prendersela con noi perché qui abbiamo investito i nostri denari, qui abbiamo fatto le cose in regola, tenendo conto di tutti i regolamenti comunali vigenti e consultandoci con tecnici italiani». Omar ci accompagna in cucina, dove regnano ordine e pulizia. In tasca una laurea in antropologia, ha il pallino della storia con la “S” maiuscola. «Non mi piace parlare d’integrazione: è una parola abusata che nasconde ipocrisia. Capisco i timori di chi non vuole che venga aperta qui un’attività come la nostra ma sulla paura ci si specula e con la paura purtroppo si arriva a governare come ci insegna il passato».
I regolamenti. L’articolo 26 del regolamento del commercio approvato dalla giunta Biffoni nel 2016 recita chiaramente che «sono incompatibili le attività artigianali di cottura alimenti, quali kebab e similari, diverse da quelle tradizionali». Ma nel caso di “Andaloussia” si è trattato di un subentro, non di un’attività ex novo, perché il titolare della friggitoria ha venduto la licenza ai ristoratori marocchini. E poi il kebab non c’entra assolutamente. L’idea è quella di collocare i tavolini all’aperto sul marciapiede di via Magnolfi che guarda verso l’hotel “Giardino” come deterrente allo spaccio e degrado. «In estate – promettono Omar e Soufiane – posizioneremo i tavolini anche in piazza Duomo per consentire ai nostri ospiti di godersi lo spettacolo della piazza».
E I PAKISTANI INVENTANO LA PIZZA "PRATESE"
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