Meteo
Taglio dell’erba inceppato dal clima e dalla burocrazia
Dal 7 maggio sono in azione sette squadre della nuova ditta Con quella precedente i cittadini pagavano il doppio di Tari
PRATO. Come sempre a primavera, l’erba alta è uno degli argomenti più controversi ed motivo di proteste e lamentale. Quest’anno le proteste si sono moltiplicate e le foto sui social , come quelle inviate al giornale, arrivano un po’ da ogni zona della città. Colpa della stagione, che ha alternato periodi molto piovosi ad altri soleggiati e caldi come è successo in aprile. Ma colpa anche della burocrazia, in particolare della necessità avvertita dal Comune di cambiare il gestore del servizio, visto che col precedente, imposto dalla gara d’ambito, i cittadini pagavano per il taglio dell’erba una quota sulla Tari spropositata, pari al doppio di quella prevista per quest’anno. La situazione da qualche giorno è già migliorata, anche se ancora c’è molto da fare: dal 7 maggio la nuova ditta incaricata dal Comune per conto di Alia è al lavoro con sette squadre che stanno battendo il territorio a tappeto, frazione per frazione. Risultati positivi si vedono già in centro, per esempio in piazza San Marco dove l’erba al centro della piazza è tagliata “all’inglese”. Non così alla Pietà, da dove Carlotta Danielli sul profilo facebook del Tirreno Prato segnala erba altissimma nei giardini e nelle aiuole. Secondo la nuova gara, la nuova ditta dovrà effettuare 8 tagli l’anno, contro i 16 previsti fino all’anno scorso: meno tagli ma migliore qualità e meno spese a carico dei cittadini.
«Stiamo parlando di una superficie di verde che a livello comunale raggiunge i 4,5 milioni di metri quadrati – dice l’assessore all’ambiente Filippo Alessi – Il lavoro con la nuova ditta è ripreso a buon ritmo dopo un taglio precedente quasi saltato per via dello stallo sulla gestione. Ma i cittadini hanno pienamente ragione a protestare. L’erba tagliatafa la differenza a livello di qualità urbana fra una città e un’altra, è una questione di decoro. Ed un tema non solo pratese, ma nazionale: basta fare una ricerca su Google quanto l’argomento sia sensibile».
Il tema ieri è stato al centro di un aggiornamento della commissione lavori pubblici, presieduta da Massimo Carlesi, alla quale oltre agli assessori Alessi e Barberis e al dirigente del servizio governo del territorio Riccardo Pecorario, era presente il direttore di Alia area pratese Luca Silvestri. «Il problema è nato col precedente appalto previsto a livello di ambito - dice Carlesi - che prevedeva 16 tagli al posto degli attuali 8, oltre a tutta una serie di impegni per l’azienda che diventavano gravosi per il Comune e cari per il cittadino, in quanto comportavano una aumento della Tari». La qualità sarà dunque peggiore? «Assolutamente – risponde Alessi – L’appalto attuale, anche se non arriva a prevedere il taglio dell’erba a 4 cm e la rimozione totale con stoccaggio all’impiantno di compostaggio, obbliga la ditta ad occuparsi non solo dei giardini, ma anche di tutti i cigli stradali, marciapiedi, aiuiole, rotatorie e qualunque area verde. Una parte consistente degli sfalci vengono comunque rimossi e portati all’impianto. Il tutto con quota nella Tari dimezzata per i cittadini».
Francesco Albonetti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
