Il presidio
Aziende condannate per comportamento antisindacale
Prato, l'iniziativa legale era stata promossa da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil contro la Texjet e la Rifinizione Chiara, diventate nel gennaio 2018 Tex Jet Group
PRATO. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Anzi, nel caso di una tessitura e una rifinizione che dichiarano di volersi sposare e poi fanno davvero il matrimonio, ci sono i sindacati. Se questo non succede si va in tribunale ed è quello che hanno fatto Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil contro la Texjet e la Rifinizione Chiara, diventate nel gennaio 2018 Tex Jet Group.
Il verdetto del tribunale del lavoro è chiaro: è condotta antisindacale. Nella sentenza firmata dal giudice Francesco Barracca si ordina alle due aziende «di astenersi per il futuro dal tenere comportamenti lesivi dei diritti delle prerogative sindacali».
Nessun risarcimento, nessun impedimento all’attività della Texjet Group che, nel frattempo, sta continuando a lavorare con i suoi quasi 80 dipendenti (40 della Texjet e 43 della Rifinizione Chiara: nel frattempo, quattro persone sono state licenziate il 22 febbraio scorso) ma – per dirla con il segretario della Femca Cisl Mirko Zacchei - «contano gli effetti simbolici e politici di questa sentenza per il mancato rispetto delle relazioni sindacali».
È la prima volta che i sindacati si rivolgono al tribunale per denunciare il comportamento antisindacale del datore di lavoro la cui colpa è stata quella di aver omesso secondo i termini di legge il passaggio dell’esame congiunto con i sindacati. Un passaggio che è obbligatorio ed è normato dall’articolo 47 della legge 428 del 1990, quello sui trasferimenti d’azienda di cui si deve dare comunicazione, almeno 25 giorni prima, alle rappresentanze sindacali perché queste possano vigilare e tutelare i lavoratori. Questo non è avvenuto.
«Quando un’azienda si comporta così occorre trovare un deterrente. Altre realtà hanno avuto comportamenti simili nell’ultimo periodo – fa notare il segretario della Filctem Cgil Massimiliano Brezzo - ma hanno poi hanno corretto il tiro. Stavolta ci siamo spinti in tribunale: quando siamo stati convocati per metà marzo l’atto di fusione tra Texjet e Rifinizione Chiara s’era già compiuto. Il passaggio societario era avvenuto a gennaio e l’abbiamo scoperto con una visura camerale».
La storia inizia il 5 dicembre quando viene comunicato ai sindacati e Confindustria Toscana Nord che un ramo d’azienda della Texjet viene conferito a un nuovo soggetto, la Texjet Group, nella cui compagine societaria figurano sempre Texjet e Rifinizione Chiara. Cgil, Cisl e Uil chiedono di procedere all’esame congiunto del passaggio societario previsto per legge. Zero risposte. Il 23 febbraio arriva un’altra lettera praticamente identica a quella di dicembre. Stavolta viene fissato un incontro (14 marzo) ma ormai i giochi erano fatti: la fusione societaria era già avvenuta (19 gennaio).
«Visto che l’obiettivo è riportare la legalità nel sistema del distretto – fa notare Brezzo - non possiamo permetterci che chi rispettava prima le regole ora smette di farlo». La sentenza fa riferimento all’articolo 28 dello statuto dei lavoratori che prevede la repressione della condotta antisindacale. «Questa sentenza – ammette Qamil Zejnati della Uiltec Uil – è il risultato di un’azione unitaria dei tre sindacati tessili confederali».
La replica dell'azienda. Certo che la consultazione c’è stata: è stato costituito il soggetto giuridico e, nel frattempo, sono state convocate le organizzazioni sindacali. L’atto di conferimento risale al 19 gennaio ed è diventato efficace il 19 marzo». È l’avvocata Micaela Venturi, legale della Text Jet Group, a spiegare com’è andata nelle relazioni tra azienda e sindacati specificando come la condotta antisindacale su cui s’è espresso il giudice del tribunale del lavoro riguardasse solo il mancato rispetto dei termini temporali.
«Sono state inoltre rigettate le quattro richieste presentate dai sindacati - puntualizza Venturi - Ovvero, sospensione dell’efficacia dell’atto di conferimento, un corso di formazione sui diritti dei lavoratori per il personale, la pubblicazione della sentenza e il risarcimento del danno, quest’ultimo richiesto solo dalla Femca Cisl».
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