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Milone e Ganier: «Sindaco, rifletti»

Milone e Ganier: «Sindaco, rifletti»

I due consiglieri comunali accusano il primo cittadino per i ritardi nei lavori

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PRATO. Ma non è che Biffoni porta sfiga? Se lo chiede, e lo scrive, il consigliere comunale Aldo Milone commentando la retrocessione del Prato. «A differenza sua posso dire che porto sfiga da 35 anni – gli replica il sindaco – In giro ci sono tanti chiacchieroni».

«Sabato, almeno formalmente, si è conclusa in maniera vergognosa la permanenza del Prato in Serie C – scrive Milone – Questa volta, oltre alle tantissime colpe della dirigenza, si aggiunge per la prima volta la colpa di questa giunta Biffoni che aveva promesso la fine dei lavori del Lungobisenzio per la fine del girone di andata in modo da consentire al Prato di giocare il girone di ritorno in casa. Lo stadio invece, se va tutto ok, sarà pronto per la prossima stagione calcistica. Come ho già detto, la colpa di tutto ciò è da addebitare a questa amministrazione comunale, da dividere con la proprietà, che non è riuscita a mantenere la promessa. Giocando l’intero campionato a Pontedera la squadra laniera è stata privata dell’apporto dei tifosi che spesso potevano risultare decisivi con il loro sostegno in alcune partite importanti per giocare almeno i play out. Se non ricordo male Biffoni, subito dopo la sua elezione a sindaco, promise il salto in serie B. Purtroppo un salto l’ha fatto il Prato ma all’indietro, in serie D. Biffoni in questi 4 anni ha fatto troppe promesse che non sono state mantenute».

«Questa crisi del Prato - ha scritto invece la consigliera Marilena Garnier - parte da lontano e si è accentuata negli ultimi anni perdendosi nei rivoli di inchieste giudiziarie per i tesseramenti fasulli di giovanissimi extracomunitari, per i lunghissimi lavori allo stadio Lungobisenzio che ha costretto la squadra a giocare le partite casalinghe a Pontedera e per le intercettazioni di stampo malavitoso per vendere quote della società calcistica a dei ricchi imprenditori cinesi».

Anche la consigliera Garnier dà la colpa al sindaco Biffoni e al delegato allo sport Luca Vannucci, che ha rimesso la delega nelle mani del sindaco dopo essere stato indagato per le presunte irregolarità nel cantiere dello stadio.

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