Il Tirreno

Prato

"Vi racconto il travaglio dell'Islam"

Gabriele Del Grande
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Gabriele Del Grande

Prato, a "Mediterraneo Downtown" Gabriele Del Grande, il blogger toscano che ha trascorso due mesi nelle carceri turche,  ha parlato del suo libro "Dawla"

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PRATO. E' stato pubblicato, e presentato a Prato oggi domenica 6, il libro sull'Islam e sullo Stato Islamico per cui il regista e blogger toscano Gabriele Del Grande venne incarcerato in Turchia nel 2017 durante le sue ricerche. Il libro ripercorre il travaglio dell'Islam, che viene raccontato dall'interno della società mediorientale, anche con interviste raccolte tra i profughi siriani sfollati in Turchia: Del Grande fu arrestato dalla polizia il 9 aprile 2017 durante questo lavoro di documentazione. Poi venne rilasciato due settimane dopo.

 "Il libro  nato dopo una lunga gestazione e un periodo di ricerca di 18 mesi", ha spiegato Gabriele Del Grande al Teatro Metastasio dov'è in corso l'ultimo giorno della rassegna 'Mediterraneo Downtown' dedicata agli scenari dell'area. Intitolato "Dawla. La storia dello stato islamico raccontata dai suoi disertori' (ed. Mondadori 2018), il libro nasce grazie a un progetto di crowdfunding. Dawla in arabo significa "stato" ed uno dei modi in cui gli affiliati dello Stato islamico chiamano la propria organizzazione. Del Grande racconta le loro storie intrecciate alla storia più grande dell'ascesa e della caduta dello Stato islamico.

   "Non si tratta di un saggio - ha detto l'autore - quanto di un racconto corale che mette insieme tante figure diverse e sempre in primo piano rispetto alla geopolitica: un manifestante siriano che cerca giustizia e che, davanti alla corruzione dell'Esercito Libero, sceglie di arruolarsi nel Dawla; un hacker giordano affascinato dall'esoterismo e finito, seguendo le profezie sulla fine del mondo, nel braccio dei condannati a morte in una prigione segreta del Dawla; un avventuriero iracheno che si addentrerà nel livello più oscuro dei servizi segreti del Dawla, quello responsabile della pianificazione degli attentati in Europa".

Insomma un punto di vista inedito quello degli "altri", i cattivi, i carnefici ma "non per giustificare - ha chiarito Del Grande - non per umanizzare. Ma unicamente per raccontare e, attraverso una storia, cercare una risposta, ammesso che ve ne sia una, a quell'antica domanda sulla banalit del male che da sempre riecheggia nelle nostre teste dopo ogni guerra".

Gabriele Del Grande venne arrestato il 9 aprile 2017 dalla polizia turca mentre stava raccogliendo materiale per il libro tra i profughi siriani sfollati nella provincia meridionale turca dell'Hatay. Del Grande fu fermato in un ristorante della cittadina di Rihanli, al confine tra Turchia e Siria, da otto agenti in borghese. Fu rilasciato dalle autorit turche il 24 aprile dopo notevoli pressioni del Governo italiano e della Ue.

 

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