Il Tirreno

Prato

La commissione dice no sui rifiuti tessili di Prato

di Azelio Biagioni

Bocciato il sistema di raccolta che li considera scarti speciali: «Costi troppo alti» Alessi replica: «La Tari è diminuita, il problema sono gli impianti di smaltimento»

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PRATO. È grazie ai numerosi controlli se il fenomeno dell’abbandono nei campi degli scarti tessili è in calo. Lo conferma l’assessore comunale all’ambiente Filippo Alessi che non comprende, però, il parere contrario della commissione d’inchiesta parlamentare che, a differenza di quanto deciso all’amministrazione comunale pratese ovvero per la deassimilazione degli scarti tessili come rifiuti speciali, dice che questi devono essere considerati rifiuti da far finire, in parole povere, nell’indifferenziato.

«Un parere che non capisco: i costi elevati i cittadini li hanno proprio se questa tipologia di rifiuto non viene deassimilata – commenta l’assessore –. Un esempio? Da quando abbiamo introdotto la deassimilazione degli scarti tessili delle ditte artigianali come rifiuti speciali,entrata in vigore dal 1 gennaio dello scorso anno, c’è stato un risparmio sulla Tari». Alessi sottolinea come a Firenze ci sia la deassimilazione, e si chiede perché la commissione parlamentare abbia detto no a Prato.

L’assessore spiega anche come funziona lo smaltimento: «Ditte specializzate possono ritirare questi rifiuti ora speciali – commenta –. Viene fatta la pesatura di quanto prelevato e rilasciata la ricevuta, poi la ditta si reca nella discarica o all’impianto per smaltire gli scarti tessili. Il problema non è quello dei costi, come sostenuto dalla commissione parlamentare, la questione è rappresentata dall’assenza di impianti di smaltimento nella nostra Regione. Comunque indietro non si torna. Adesso la Regione deve pensare agli impianti per lo smaltimento. La riapertura del Cassero ci ha tolto un po’ dalla crisi ma questo non basta».

Restando sempre in tema rifiuti c’è invece un problema che si registra frequentemente in alcune strade del centro cittadino. Detto della mancata comunicazione di Alia riguardo alla cancellazione del servizio di raccolta della plastica il 1° maggio, cosa che ha creato disagi e malumori, il problema è rappresentato dalla inciviltà dei cittadini che, in barba a quanti fanno correttamente la raccolta differenziata, lasciano i sacchi dell’immondizia nelle vie del centro fuori dagli orari del ritiro e in punti che ormai sono diventati delle mini discariche.

Un esempio? Via dell’Angiolo a ridosso delle mura della ferrovia, nella zona del Serraglio. E poi i cestini dislocati lungo il centro che al mattino traboccano di sacchi di chi invece che collocarli fuori dalla propria porta negli orari e nei giorni stabiliti preferisce fare come gli pare.

E si ripetono i casi di ineducazione dei padroni dei cani che hanno preso le facciate delle case come vespasiani pubblici dove far urinare i propri animali, tanto che alcuni residenti sono stati costretti a rivolgersi ad Alia per chiedere un trattamento disinfettante cadenzato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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