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Tre anni al sinti che sparò contro l’ex moglie e il figlio
PRATO. Madre e figlio, rispettivamente di 40 e 20 anni di etnia sinti, rimasero feriti alle gambe dopo che nel campo nomadi di via Manzoni a Iolo furono esplosi alcuni colpi di pistola. Solo...
PRATO. Madre e figlio, rispettivamente di 40 e 20 anni di etnia sinti, rimasero feriti alle gambe dopo che nel campo nomadi di via Manzoni a Iolo furono esplosi alcuni colpi di pistola. Solo escoriazioni superficiali, ma per quell’episodio avvenuto il 19 aprile dello scorso anno, questa mattina in tribunale a Prato durante il processo con rito abbreviato, è stato condannato a tre anni e quattro mesi Dani Casadio, 43 anni con precedenti. L’uomo, che era imputato per minaccia aggravata, porto e detenzione di armi da fuoco e munizioni e spari in luogo pubblico, è l’ex marito e padre dei due feriti.A scatenare la follia dell'uomo sarebbero state questioni familiari lasciate in sospeso.
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