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Prato

MAURIZIO SARRI, UN PRATESE NON DI NASCITA MA DI TEMPRA

Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, pratese non di nascita ma nei fatti? A sostenerlo è il presidente del Lions club Prato Datini, Fernando Meoni. Maurizio si alza alle sei. Andrebbe a lavorare in...

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Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, pratese non di nascita ma nei fatti? A sostenerlo è il presidente del Lions club Prato Datini, Fernando Meoni.

Maurizio si alza alle sei. Andrebbe a lavorare in filatura o ai telai se fosse quello il suo destino. È uno che moccola, che si tocca la patta senza guardarsi in giro, che parla chiaro. Anche col Padreterno poiché di cose strane e incomprensibili è pieno il mondo. E allora giù discussioni anche con Lui, davanti a un crocifisso, e come se fosse nella stanza, a brontolarlo “a mani giunte” per come sta andando il mondo. Maurizione nostro è un telaione, un pratese e non lo sa ancora. Di quelli da Nebiolo. Erano macchinari meccanici. Da 80 colpi il minuto. Facevano un rumore incredibile. Quelli le cui spole quando non centravano la cassetta diventavano missili che hanno ferito non pochi tessitori. Sordi e senza dita. Quelle spesso rimanevano nella cassetta quando “veniva giù” senza preavviso. Sputa, fuma roba improbabile. E quando qualcuno, uomo o donna gli rompe i coglioni, glielo dice. Si, perché come ogni pratese che pensa di avere ed ha un progetto superiore da assolvere, non si vergogna di palesare “ma che posso star dietro a te, grullo! ” Lo potresti vedere per terra a togliere con le pinze o mettere col martello i pippoli del “disegno” . Tirar poi le cinghie per trovare “l’aperto” e andare a mettere i “fusi alla macchinetta” . Avrebbe un bel magazzino, Maurizio. Pulito. Ben organizzato. Difficilmente lo vedremmo sdraiato su una pezza a riposare. “Si dorme la notte! E sei ore posson bastare! ” direbbe. Lo potresti vedere smontare un macchinario intero e rimontarlo per il gusto di cambiare una forcella. Un solo elemento che comunque non gli facesse ascoltare la musica assordante di un mostro ferrato come dovrebbe, “perbacco! ” Le tele, Maurizio, se le annoderebbe da se. Senza annodatrice. A mano. Chino, con le vetrine sugli occhi a sedere sugli ingranaggi. Sarebbe il miglior tessitore pratese. Anche montatore di macchinari industriali. Uno cosi in banca ci muore. Il tessitore è il mestiere più difficile e gratificante del mondo. Il tessitore bravo, s’intende. L’altro è l’allenatore. Non è una questione di denaro, la differenza. Si fanno cose. Quando si ha a che fare con migliaia di fili ognuno dei quali con una natura e resistenza propria, non può far paura occuparsi dell’animo di appena trenta ragazzi anch’essi fragili o resistenti. Ed una squadra per quanto composta da tante teste diverse non farà mai un casino assordante. Maurizio Sarri, ne sono certo, in qualche vita passata, se non in quella precedente l’ultima, era nato Pratese e faceva il Tessitore.

Fernando Meoni

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