Il Tirreno

Prato

Pronto il nuovo piano di protezione civile

di Francesco Albonetti
Pronto il nuovo piano di protezione civile

Prato, dalla tutela degli animali al capitolo a parte dedicato ai rischi della Toscochimica. Aumenta la parte dedicata alla prevenzione con incontri periodici con i cittadini

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PRATO. Incontri periodici coi cittadini nelle zone più sottoposte ai rischi. Gli animali fra i soggetti da salvaguardare insieme alle persone e ai beni. Il sindaco che non sarà l’unica autorità responsabile delle calamità, ma che condividerà l’onere col Capo del governo e coi presidenti delle Regioni, secondo il territorio interessato e la gravità dell’evento. Anche i cittadini, per la prima volta, avranno una loro parte di responsabilità nella prevenzione e cura del territorio. Questo e molto altro è contenuto nella nuova legge di riforma della protezione civile, approvata il 2 gennaio scorso e diventata legge dello Stato il 9 febbraio.

Pronto il piano comunale. Il Comune di Prato ha voluto anticipare i tempi, completando proprio in questi giorni il nuovo Piano comunale di protezione civile. L’ultimo era stato approvato nel 2004, ma ogni anno è stato apportato qualche piccolo cambiamento per adeguarlo alle novità normative. Importante, ad esempio, la riforma del terzo settore dello scorso anno, che impone agli enti locali di stipulare convenzioni con le associazioni di volontariato, anche in materia di protezione civile. Nel nuovo piano, oltre ad essere meglio definiti i ruoli che spettano a ciascuna componente della protezione civile, viene dato grande rilievo alla prevenzione dei rischi, nello spirito della riforma nazionale che - a differenza che in passato - assegna agli aspetti preventivi e previsionali la stessa importanza data alle fasi dell’emergenza.

Approvazione entro settembre. «La legge di riforma ci ha colto di sorpresa costringendoci a rivedere diversi aspetti – dice il responsabile del servizio protezione civile Sergio Brachi – però la bozza del piano è pronta perché molte cose le abbiamo sempre fatte. Il nostro ultimo piano di protezione civile risale al 2004, ma ogni anno lo abbiamo aggiornato. Se l’iter verrà rispettato, entro il primo maggio il nuovo piano verrà messo a disposizione di tutti gli uffici comunali. Infatti, la protezione civile coinvolge tutti, dalle scuole alle strade alla sanità. Poi verrà inviato all’Università di Firenze per una valutazione scientifica. Quindi inizierà l’iter in consiglio comunale, prima in commissione entro la metà di maggio poi in consiglio comunale con l’adozione. A quel punto sarà in pubblicazione per 30 giorni, a disposizione dei cittadini e degli enti per le eventuali osservazioni ed altri 30 giorni per essere vagliato dalla Regione. A settembre, tornerà in consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Un iter, ed è la prima volta, del tutto simile a quello dei regolamenti urbanistici».

La previsione delle emergenze. Il piano comunale affida le previsioni al Cfr, il Centro funzionale della Regione, attraverso due organismi: il Lamma per le previsioni meteo e il Sir per il rischio idrogeologico e terremoti. Per ogni rischio, ci sono competenze per la prevenzione e competenze per l’emergenza. «Nel nostro territorio - dice Brachi - l’unico vero rischio è quello idrogeologico. Ma non perché sia il più grave che può capitare, ma perché è il più probabile a verificarsi».

Tre piani di rischio particolari. Il piano ne include tre specifici: rischio neve, rischio chimico-industriale e anti-incendio.

Toscochimica e direttiva Seveso. Nel rischio chimico un’attenzione speciale è riservata alla Toscochimica, sede Macrolotto 2, l’unica azienda pratese che, producendo acido fluoridrico, rientra nella direttiva Seveso. Il Comune ha pronta una brochure, e a maggio ci sarà un incontro coi cittadini, per informarli del piano predisposto.

Francesco Albonetti

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