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Uno scatolone mangia-soldi la cui storia è iniziata nel 2003

Uno scatolone mangia-soldi la cui storia è iniziata nel 2003

PRATO. Tutto inizia nel 2001 quando Nicola Di Francesco, titolare della Viscotex, acquista per 5 milioni l’ex lanificio Olmi di via Galcianese. Ecco in estrema sintesi la cronistoria con i passaggi...

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PRATO. Tutto inizia nel 2001 quando Nicola Di Francesco, titolare della Viscotex, acquista per 5 milioni l’ex lanificio Olmi di via Galcianese. Ecco in estrema sintesi la cronistoria con i passaggi salienti della vicenda.

Nel 2003 la Provincia presieduta da Daniele Manocci lancia il progetto Creaf, Centro ricerche e alta formazione, progetto che poi passa in eredità alle successive giunte guidate da Massimo Logli e Lamberto Gestri. Due anni dopo la Provincia acquista l’ex Olmi a 8 milioni e mezzo, quasi altrettanti servono per la ristrutturazione e la spesa sale a quasi circa 17 milioni. Dal 2006 al 2008 Daniele Panerati viene nominato presidente della srl. Gli succede nel 2008 come presidente del Creaf Luca Rinfreschi.

Nel 2009 con la nuova giunta di centrodestra guidata dal sindaco Roberto Cenni inizia lo scontro politico sul Creaf. Intanto ammontano a 22 milioni i soldi pubblici spesi per il Creaf, non ancora nato. Nel 2011 partono i primi esposti, uno alla Corte dei Conti l’altro al difensore civico. Prima nel 2011 e poi nel 2013 la Regione tenta di rilanciare il Creaf col progetto di un centro italo-cinese sul tessile.

Nel 2014 Laura Calciolari diventa amministratrice unica del Creaf. e a dicembre la Provincia cambia il nome al Creaf, che si chiamerà Parco scientifico tecnologico, rilanciandolo. Siamo alla data cruciale, aprile 2016: blitz della Finanza negli uffici della Provincia e dei Comuni soci di minoranza del Creaf.

La Procura apre un’inchiesta per malversazione - poi trasformata nella più grave bancarotta - su esposto della consigliera di opposizione Marilena Garnier. Vengono indagati nell’ultimo anno mezzo gli ex amministratori del Creaf Panerati, Rinfreschi e Calciolari e l’ex presidente della Provincia Lamberto Gestri. In tutto sono cinque con l’ultimo avviso di garanzia al sindaco Biffoni.

Nell’agosto 2016, l’amministratore unico Calciolari chiede il concordato preventivo. A ottobre anche lei viene indagata e apre un’inchiesta anche la Corte dei Conti. A Fine 2016 il tribunale accoglie la richiesta di concordato in bianco per il Creaf.

Si passa al febbraio 2017 quando viene dichiarato il fallimento del Creaf. Nello stesso mese il M5S chiede le dimissioni del sindaco Biffoni. Nell’estate 2017 la Regione tenta un’operazione salvataggio, ancora in corso, acquistando il Creaf per 3 milioni, anche per salvaguardare i crediti.

Nel gennaio di quest’anno si chiude con un nulla di fatto l’indagine della Corte dei Conti: non è stato provocato un danno erariale.

Si passa così a questi giorni, con il quinto avviso di garanzia per il presidente della Provincia Matteo Biffoni. (f.a.)



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