La Finanza impiega i cani fiuta soldi
Ottanta finanzieri stanno setacciando varie parti della città e soprattutto il Macrolotto per combattere i reati finanziari
PRATO. L’operazione Alto Impatto effettuata nello scorso mese di febbraio ha permesso ai finanzieri del comando provinciale di Prato guidati dal comandante Antonio D’Agostino di raccogliere spunti interessanti per una seconda oeprazione diretta a verificare l’esistenza di reati legati al riciclaggio, lavoro nero, immigrazione clandestina, contraffazione, spaccio di sostanze stupefacenti e soprattutto controlli per verificare i flussi finanziari con particolare attenzione agli intermediari di pagamento.
E’ scattata così ieri mattina l’operazione "Financial Economic Control", che andrà avanti anche oggi setacciando a tappeto il distretto tessile, soprattutto il macrolotto, e il centro cittadino con ottanta finanzieri e, questa volta per la prima volta anche con l’impiego delle unità cinofile antidroga e “cash dog” di Firenze, queste ultime in esclusiva dotazione del Corpo, addestrate a riconoscere le tracce di banconote nascoste nei doppifondi, nei veicoli, nei bagagli ovvero trasportate illecitamente nei modi più ingegnosi. Cani normalmente impiegati negli aeroporti e a disposizione nel Mondo solo dall’Fbi americana e dalla polizia israeliana.
L’operazione “Financial Economic Control”, ha l’obiettivo di intensificare, nell’ambito del controllo economico-finanziario del territorio, il contrasto a quei fenomeni di illegalità diffusa nell’esercizio di molte attività imprenditoriali, prevalentemente a conduzione straniera, con reiterate e talvolta sistematiche violazioni delle varie normative di settore.
In particolare, le attività si stanno disarticolando in mirati controlli nei comparti operativi della normativa antiriciclaggio, dei flussi finanziari e patrimoniali, del regolare soggiorno di cittadini extracomunitari sul territorio nazionale, della normativa sul lavoro, della fiscalità in generale nonché della regolarità contributiva. Inoltre, di fatto, il dispositivo dispiegato volge a valorizzare l’attività info-investigativa eseguita sul territorio agendo sull’intera filiera produttiva che va dai presidi industriali fino ai connessi flussi finanziari.
Se nei mesi scorsi era stato verificato che il flusso di denaro verso la Cina, tramite i money transfer aveva subito un drastico dimensionamento, dall’altra ha convinto gli investigatori che molto probabilmente ci sono altri canali che vengono utilizzati. Insomma c’è il fondato sospetto che il flusso illegale di denaro da Prato verso la Cina ci sia sempre solo che stia beneficiando di altri corridoi per ora sconosciuti agli investigatori.
L’uso dei cash dog vuole proprio tentare di arrivare magari a scoprire qualche deposito di cash protno per prendere il volo.
I dettagli dei risultati ottenuti, come di consueto, saranno divulgati al termine delle operazioni, che potrebbero richiedere l’operatività dei militari per più giorni e che comunque dovrebbero concludersi entro domattina.
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