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Barberis e l’architetto Boeri per fiumi verdi alberati
Inserire grandi fiumi verdi in città e nelle aree industriali, è la visione per Prato di Stefano Boeri noto architetto e urbanista a livello internazionale
PRATO. «Inserire grandi fiumi verdi in città e nelle aree industriali». È quanto dichiarato da Stefano Boeri al Tirreno parlando di Prato. Boeri, noto architetto e urbanista a livello internazionale, ha firmato tra i suoi progetti il bosco verticale a Milano.
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«Una grande soddisfazione la sua collaborazione con noi», commenta l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis. Che spiega poi come l’architetto sia stato contattato. «Lo stiamo coinvolgendo all’interno del piano operativo – racconta l’assessore all’urbanistica – per quanto riguarda strategie e temi riguardanti il verde e la natura dentro la città. E abbiamo cercato la collaborazione di Stefano Boeri e di un altro grande esperto qual è il professor Stefano Mancuso. Studieremo la resilienza urbana, quale effetto sulla città e poi gli aspetti della natura sul benessere delle persone. È un tema internazionale – precisa Barberis – parlare delle città attrezzate per rispondere ai cambiamenti climatici che ci sono». L’assessore dice che Prato ha tante zone verdi: «Basta andare su Google e capire quali sono i polmoni verdi – spiega – Ad esempio l’ex Banci, oppure dietro Parco Prato, lungo la Tangenziale. L’idea è che siano spazi verdi interconnessi fra di loro». Una sorta di ribaltamento quindi: ovvero la natura come base per progettare il nuovo sviluppo, corridoi verdi o, per dirla alla Boeri, fiumi verdi connessi fra di loro entro i quali ecco le isole edificate. La gente vive all’interno della città. Affermazione banale, certo. Ma ecco che allora il nuovo piano operativo cerca quei ripari che siano possibili soluzioni. Un esempio? Alberi che siano in grado più di altri di assorbire le fonti di inquinamento o di emettere maggiori quantità di ossigeno. «Si – afferma Valerio Barberis – migliorare la qualità della vita. Ed è proprio in questo contesto che si inserisce il nome di Mancuso. Che studierà, ad esempio, gli effetti della forestazione urbana sulla salute pubblica». E visto allora che si parla di Stefano Boeri chissà se un domani Prato avrà il suo bosco verticale come Milano. «Potrebbe essere – dice Barberis – ma ci sono strategie anche più semplici prendendo in considerazione anche il già urbanizzato». Una trasformazione, ma anche un’edificazione, di un’abitazione potrebbe prevedere il tetto verde, quindi isolato con terra e erba. Il piano operativo (ex piano regolatore) è stato oggetto di un percorso partecipativo voluto dall’amministrazione comunale e abbraccia tutti, pubblici e privati. «Nella direzione che abbiamo intrapreso – termina Barberis – va anche il progetto del parco fluviale sul Bisenzio e così anche quello dell’ex Misericordia e Dolce».
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