Il Tirreno

Prato

Gli cede la droga e poi inizia a chiedergli soldi a suon di botte

Pattuglie dei carabinieri (foto d'archivio)
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Pattuglie dei carabinieri (foto d'archivio)

Prato, dopo aver subito minacce per mesi l'uomo, pratese di 44 anni, ha raccontato tutto ai carabinieri e fatto arrestare l'estorsore, un albanese di 31 anni

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PRATO. Ennesimo arresto per estorsione eseguito dai carabinieri del nucleo investigativo di Prato. A finire in manette è stato un trentunenne di nazionalità albanese, da anni residente in Italia e con svariati precedenti penali. La vicenda andava avanti da diversi mesi. L’albanese taglieggiava un pratese di 44 anni con richieste minacciose, pretendendo somme ingiustificate e spesso superiori alle possibilità della vittima e quando questi non poteva far fronte ai pagamenti lo picchiava selvaggiamente.

Tutto è iniziato quando l’albanese, che inizialmente aveva ceduto dello stupefacente alla sua vittima, saggiata la sua forte debolezza emotiva, aveva iniziato a pretendere il pagamento di una sorta di pizzo.
Ma non solo. Quando la vittima ritardava nei pagamenti l’estorsore arrivava perfino a pretendere gravosi interessi sull’ammontare dell’illecito profitto.

Le indagini degli inquirenti sono partite dopo l’ennesima aggressione per la quale lo sventurato era ricorso al pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano con lesioni ed il volto tumefatto. Ai sanitari aveva inizialmente dichiarato di essere caduto accidentalmente, salvo poi, ulteriormente vessato dal suo aguzzino, decidere di chiedere aiuto ai carabinieri e denunciare tutto.

Cosi è partita un’indagine lampo coordinata dal pubblico ministero Valentina Cosci della Procura di Prato - conclusasi in tempi brevissimi - durante la quale la vittima è stata monitorata e tenuta sotto stretta sorveglianza dagli investigatori. Giovedì sera è scattata la trappola e i militari del Nucleo radiomobile hanno così potuto monitorare direttamente l’ennesimo pagamento estorsivo, questa volta di 250 euro avvenuto in via Roubaix, a due passi dalla Declassata all’altezza di San Giusto.

Quest’ultimo episodio ha permesso ai carabinieri di procedere nei confronti del malvivente con un provvedimento precautelare di arresto in flagranza che lo ho visto poi far associare al carcere della Dogaia in attesa della convalida. Su di lui pendono pesanti accuse di estorsione continuata aggravata. (f.a.)
 

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