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Prato

 

Lo stadio sarà pronto a giugno ma l’inchiesta non c’entra

Vezio Trifoni
Il cantiere allo stadio Lungobisenzio (foto Sproviero Batavia)
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Il cantiere allo stadio Lungobisenzio (foto Sproviero Batavia)

Il Prato esiliato a Pontedera fino alla fine del campionato. Barberis: "C’è un ritardo di 45 giorni dovuto al maltempo, questo lotto dei lavori è estraneo alle indagini della Procura"

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PRATO. Il Prato sara esiliato anche in caso di playout. Infatti, i lavori allo stadio Lungobisenzio rimasti fermi per molti mesi a causa dell’inchiesta che ha coinvolto personale del Comune e della ditta incaricata, non si concluderanno prima di giugno. Anche se, con questo lotto, l’inchiesta non c’entra. È quanto dichiarato dall'assessore ai lavori pubblici, Valerio Barberis, alla commissione Controllo e garanzia presieduta da Giorgio Silli, che si è riunita per un aggiornamento sull'intervento di adeguamento dell'impianto sportivo, finito anche al centro di un'inchiesta della procura per presunte irregolarità nella gestione dei lavori, che vede indagati tra gli altri due dipendenti comunali e l'ex consigliere delegato allo sport, Luca Vannucci.

L'ultimo lotto, che in sostanza consiste nello spostamento del campo di quindici metri verso via Firenze, registra un ritardo di 45 giorni imputabile al maltempo. A metà maggio è previsto il sopralluogo della commissione di vigilanza Pubblico spettacolo. Le eventuali prescrizioni saranno prese in carico nelle settimane successive per cui è presumibile che l'intervento si chiuda per l'inizio dell'estate. Fino ad allora il Prato continuerà a giocare al Mannucci di Pontedera.

Barberis ha sottolineato che il ritardo è da imputare unicamente alle numerose giornate di pioggia che hanno reso impossibile effettuare i lavori all'aperto e non alle indagini della Procura. «Queste ultime non c'entrano niente con questa fase dell'intervento», ribadisce l’assessore. Certo, va detto, che il sequestro del cantiere dei precedenti lotti scattato all'inizio di luglio 2017 e revocato alla fine dello stesso mese ha fatto slittare l'inizio dell'ultima tranche e provocato lungaggini burocratiche per il cambio di responsabile del procedimento, passato al dirigente Riccardo Pecorario dopo l'iscrizione nel registro degli indagati del collega Luca Piantini che era stato appena nominato. Una modifica nata per dare una nuova casa al Prato che invece ha trovato nel suo percorso tanti ostacoli non preventivati.

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