Il presidio
Spacciatore marocchino arrestato su segnalazione di connazionali
Carabinieri e Polizia municipale di Prato sono arrivati al sequestro di mezzo chilo di stupefacenti e all'arresto di un marocchino e la denuncia di un secondo dopo una serie di indagini innescatge da denunce presentate da cittadini
PRATO. I Carabinieri del Nucleo investigativo di Prato, unitamente alla Squadra di Polizia giudiziaria del Comando Polizia Municipale di Prato, hanno arrestato uno spacciatore marocchino già noto alle forze dell’ordine, denunciato un suo connazionale con il quale divideva l’appartamento, ma soprattutto sequestrato un quantitativo di circa mezzo chilo di hashish e la somma frutto dell’attività di spaccio di circa 500 euro.
Pedinamenti e video osservazioni hanno permesso di accertare che i predetti gestivano lo spaccio dello stupefacente in alcuni giardini di questo centro, detenendo la sostanza illecita all’interno delle aree comuni adibite a garage del condominio di residenza. La droga era infatti occultata in più punti, opportunamente suddivisa per renderne più difficoltoso il rinvenimento ed ancorché nascosta all’interno delle canaline dell’impianto elettrico. Qui veniva prelevata ogni volta solo nella specifica quantità occorrente in relazione alle richieste degli acquirenti, permettendo agli spacciatori di non esporsi detenendo sulla persona quantitativi più compromettenti. Particolarità di tale operazione è data, oltre che dalla collaborazione tra i carabinieri con la Polizia municipale, dal fatto che le prime segnalazioni sui due spacciatori, peraltro irregolari sul territorio e con precedenti per analoghi reati, sono arrivate alle due forze dell’ordine non solo da parte di pratesi, anche da altri cittadini stranieri di più nazionalità. Costoro, già stanziali da anni in Italia ed oramai integrati con le loro famiglie, hanno voluto precisare che la loro collaborazione vuole essere la concreta dimostrazione di come la parte sana della popolazione immigrata in Italia sia desiderosa di prendere le distanze da quei connazionali importatori di illegittimità, nonché dimostrare il loro specifico interesse a che la loro nuova vita nel nostro paese sia regolata dai principi di garanzia dell’ordine e della legalità, per il bene comune e delle generazioni future.
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