Il Tirreno

Prato

Oltre 4.000 lavoratori pubblici al voto

Maria Lardara
I rappresentanti della Funzione pubblica Cgil
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I rappresentanti della Funzione pubblica Cgil

Prato, si rinnovano le Rsu degli enti locali con la sanità a fare la parte nel leone. Nel 2015 vinse la Fp Cgil

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PRATO. Lo zoccolo duro è dato dai lavoratori e dalle lavoratrici del comparto della sanità pubblica, quasi 2.200 quelli che operano a Prato e che fanno capo all’Usl Toscana Centro. Chiamati all’appello anche 1.289 dipendenti degli enti locali insieme a 587 della macchina statale e parastatale, per un totale di 4mila persone sui territori di Prato e provincia che andranno al voto il 17,18 e 19 aprile. Tre date in cui s’apriranno le urne per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) nei comparti del pubblico impiego. Nutrito anche il numero degli elettori del Comune di Prato (907), quello dell’Agenzia delle entrate (159) e dell’Inps (87).

«L’elezione delle Rsu – sottolinea il segretario della Fp Cgil pratese, Sandro Malucchi – è un segno importante di democrazia, tanto più in un momento cruciale come la sfida che sta caratterizzando la fase dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro nel pubblico impiego.
L’appuntamento elettorale è anche un’occasione per misurare il livello di gradimento del nuovo contratto nazionale collettivo di lavoro».

Un rinnovo, quello del contratto nazionale per il comparto delle funzioni locali, che è avvenuto dopo quasi dieci anni di attesa e porterà in busta un aumento di 85 euro mensili, versato a partire dallo stipendio di marzo. A Prato la Fp Cgil - che conta 1450 iscritti del comparto pubblico e rappresenta il 25% dei lavoratori afferenti - schiera una lista di 93 candidati, di cui 12 per il Comune, 22 per l’Asl, 5 per l’Inps e 7 per l’Agenzia delle Entrate.

«Siamo rappresentativi di tutte le professioni e di tutti i posti di lavoro – fa notare Alessio Bettini, responsabile enti locali della Fp Cgil - Ci occupiamo di tutti i settori ed è anche per questo che ci viene riconosciuto un importante ruolo di rappresentanza».

L’ultima tornata elettorale per il rinnovo delle Rsu svoltasi nel 2015 incoronò la Funzione pubblica della Cgil, la sigla più rappresentativa del pubblico impiego, con il 42,33% dei voti (all’epoca votarono 2.790 persone su 4.268 aventi diritto). Al secondo posto si piazzarono Cisl (27,73%) e Uil (12,20%). Se la Fp Cgil portò a casa il 44,44% di voti nel comparto delle funzioni centrali (il 66,67% negli uffici della Procura) e il 51% negli enti locali, nel comparto della sanità s’era fermata al 35% con 10 seggi (53% nella precedente tornata del 2012) pur rimanendo il sindacato più rappresentativo dei camici bianchi: questo anche per via dell’avanzata dei sindacati autonomi (in testa Nursind tra gli infermieri) che, per l’elezione della Rsu, misero a segno nel 2015 il 27,34% dei voti (9 seggi, gli stessi della Cisl).

Chissà come andrà stavolta. Ma non c’è solo Prato. Sono centomila le persone che vanno al voto in tutta la Toscana: la Fp Cgil è presente con le sue liste in 600 enti con 2.500 candidati. (m.l.)
 

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