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«Ti aspetto all’inferno» Ex fidanzato a giudizio
La giovane è morta in seguito a una malattia dopo averlo denunciato per stalking Lui si difende: volevo riallacciare il rapporto, quelle frasi non erano rivolte a lei
PRATO. «Ti aspetto all’inferno, meriti di morire tra mille sofferenze». Questo il tenore di alcuni pensieri pubblicati sul proprio profilo Instagram da un giovane pratese che ora è sotto processo con l’accusa di stalking e lesioni nei confronti della propria ex fidanzata. Una triste storia come tante altre, se non fosse che la ragazza nel frattempo è morta davvero, in seguito a una malattia contratta quando ancora la relazione col fidanzato non si era interrotta e che ovviamente non è in alcun modo collegata con le accuse di cui ora deve rispondere il giovane.
L’imputato, difeso da Tommaso Magni, è comparso mercoledì davanti al giudice dell’udienza preliminare Francesco Pallini. Alla sua sinistra, oltre il pubblico ministero Lorenzo Boscagli, c’era l’avvocato che rappresenta la parte civile, cioè la madre della sua ex fidanzata, convinta che la figlia non meritasse questa ulteriore punizione oltre a quella che le ha riservato la sorte.
I due giovani, lui all’epoca venticinquenne, lei di un anno più giovane, si sono lasciati nell’agosto 2014, ma secondo la Procura lui ha continuato a importunarla per due mesi con messaggi, telefonate, incontri non richiesti, e con quelle foto quantomeno di cattivo gusto (sapeva che la ragazza era malata).
Lui si difende ammettendo di averla cercata nelle settimane successive alla separazione, ma solo perché voleva riallacciare la relazione. Spiega che non pensava di darle fastidio, che non voleva esagerare, ma non riusciva a rassegnarsi al fatto di non poterla più vedere. Lei nella denuncia ha detto di essere stata picchiata una volta in passato, sempre per questioni di gelosia.
Quanto alle foto, l’ex fidanzato nega su tutto il fronte. Dice che erano messaggi rivolti al mondo e non a una persona in particolare. Di questo si discuterà alla prossima udienza davanti al giudice Pallini, che ha rinviato a novembre per un difetto di notifica. La difesa chiederà che l’imputato venga giudicato col rito abbreviato, allo stato degli atti. D’altronde la parte lesa non può più raccontare la sua versione.
Paolo Nencioni
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