Gli ambulanti insorgono contro la Palla Grossa
L’Anva Confesercenti critica il Comune per la scelta di piazza del Mercato Nuovo «Complicano la vita a 400 aziende, potevano trovare un’altra sistemazione»
PRATO. «Evidentemente di complicare la vita a oltre 400 aziende che lavorano in piazza del Mercato Nuovo, al Comune di Prato non importa nulla, tanto i momenti sono facili». Si affida all’ironia Paolo Marchese – presidente dell’Associazione nazionale venditori ambulanti aderenti a Confesercenti – commentando la decisione di far svolgere in quella piazza l’edizione 2018 della Palla Grossa. «Nonostante una unanime contrarietà espressa dagli operatori del mercato, l’amministrazione comunale ha deciso di proseguire per la propria strada di fatto non dando ascolto all’opinione di chi lavora – continua Marchese – Pare alquanto curioso il fatto che in una città ormai diventata urbanisticamente imponente non si sia riusciti a individuare un’ubicazione diversa da quella dove lavorano tantissime persone».
Anva Confesercenti Prato si chiede allora: «Dove sta la comprensione delle ragioni di chi ogni giorno si alza alle cinque del mattino per andare a guadagnarsi il pane? E poi, è giuridicamente lecita una scelta di questo tipo? Queste sono domande che tanti ambulanti mi hanno rivolto – continua Marchese – comunque verificheremo atti con il nostro ufficio legale nazionale. Eppure, nel corso della discussione erano emerse ipotesi diverse, anche da noi proposte, che mettevano in campo soluzioni compatibili sia per gli ambulanti che per l’antico gioco della palla grossa». A questo punto, Anva ritiene cosi che all’amministrazione interessi solamente una parte di commercio che ha rivendicato le sue ragioni per il disagio che la Palla Grossa gli ha provocato, e dall’altra, invece, il commercio su area pubblica viene considerato come una forma di distribuzione di seconda fascia.
«Oltretutto – sottolinea Marchese – teniamo a ricordare al Comune di Prato, che il commercio su area pubblica dà un contributo rilevante alla città, e non ci riferiamo soltanto al mercato settimanale del lunedì ma anche a tutti gli altri mercati rionali che portano sotto casa dei cittadini e nelle frazioni pratesi un servizio e un presidio positivo di socialità, e oggi con quello che leggiamo nelle cronache quotidiane non è cosa così scontata. Per non parlare poi dell’apporto economico che gli ambulanti versano nelle casse del Comune attraverso il pagamento dell’occupazione di suolo pubblico che nel bilancio vale più di un milione di euro dei quali nella categoria non viene reinvestito praticamente nulla. Ma tutto questo evidentemente non conta».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
