Il Tirreno

Prato

La salma di un’anziana all’obitorio da ottobre

La salma di un’anziana all’obitorio da ottobre

In quattro mesi non si è trovato il modo di darle una degna sepoltura L’Asl si trincera dietro la privacy e il Comune non è stato interpellato 

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PRATO. Da quattro mesi la salma di un’anziana donna giace all’obitorio dell’ospedale di Prato e tutti sembrano essersi dimenticati di lei. Una storia tristissima quella che ha per involontaria protagonista Sestilia N., morta a ottobre per cause naturali e da quel giorno confinata in una cella frigorifera.

Come tutti, meriterebbe una degna sepoltura, ma finora non è stato possibile. Fin qui le certezze. Il resto della storia è molto più vago. A un operatore che per ragioni di lavoro ha occasione di passare ogni tanto dall’obitorio risulta che il problema siano le spese per il funerale. L’anziana donna ha dei parenti, ma questi non avrebbero le risorse economiche per provvedere alle esequie.

Il direttore dell’ospedale, Roberto Biagini, interpellato in merito, si trincera dietro le norme sulla privacy e dice di non potere e non volere fornire alcun particolare della vicenda. All’obitorio stessa musica: non confermano nemmeno la presenza della salma e rimandano ai piani alti dell’Azienda sanitaria.

L’assessore ai Servizi sociali Luigi Biancalani, che in passato si è trovato a occuparsi di casi simili, sarebbe anche disponibile a intervenire ma dice di non essere stato contattato da nessuno e dunque al momento non può fare niente.

Chi ha segnalato la vicenda al Tirreno dice di aver saputo che l’anziana donna morta a ottobre avrebbe trascorso l’ultima parte della propria esistenza alla casa di riposo Casa di Marta in via Pistoiese, ma dall’ospizio fanno sapere che quel nome, Sestilia N., non dice loro niente ed escludono di averla avuta tra i loro ospiti l’anno scorso.

Un triste rebus che al momento non ha una soluzione. Non è il primo caso del genere, ma di solito i morti dimenticati all’obitorio sono stranieri che non hanno parenti prossimi in Italia. In genere, passato qualche mese, interviene il Comune. Quel che è certo è che la memoria di Sestilia N. merita (avrebbe meritato) il dovuto rispetto per un essere umano e dunque l’auspicio è che le autorità (il Comune, l’Asl) o un’associazione di volontariato si facciano avanti e provvedano alla sepoltura. Il costo della dignità non è nemmeno troppo alto: 500 euro.

Paolo Nencioni

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