Il Tirreno

Prato

Gli albergatori scommettono sul turismo congressuale

di Alessandro Formichella
Convegno sul turismo al Museo del Tessuto
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Convegno sul turismo al Museo del Tessuto

Tomada: «È una grossa opportunità, Prato avrebbe i numeri e gli spazi ma manca il marketing» L’assessore Toccafondi: «Il Comune ci punta, pubblico e privato devono lavorare insieme»

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PRATO. Un mercato non facile, competitivo, ma che potrebbe portare a Prato un po' di gettoni d'oro. Si parla del turismo congressuale, settore che in Toscana sembrava tardare a crescere, ma che la vicina Firenze vuole affrontare di petto prevedendo qualche decina di milioni di euro di introiti nei prossimi anni. Prato, potrebbe essere non da meno. Un volano economico diverso, agganciato al territorio, con una rete lavorativa diffusa e con aspetti economici tutti da conoscere. Almeno per ora. Perché Prato sta pensando seriamente di affrontare l'argomento, di mettere sul territorio i semi per la fioritura di un settore che presenta non pochi aspetti positivi. Sul quale è però difficile fare previsioni.

Congressi, eventi e il turismo che lo segue. «Ne saremmo entusiasti se si sviluppasse un settore come quello dei congressi e degli eventi professionali» esordisce Rodolfo Tomada, presidente della Federalberghi pratese, decano del settore. «Quello della formazione specialistica, medica soprattutto, e dei congressi è un turismo di qualità, colto, ricco, che lascia segni forti sul territorio e che può davvero rilanciare il settore alberghiero», prosegue Tomada. A Prato sono una ventina le strutture ricettive, con circa 1.500 posti letto, che a volte soffrono della difficoltà tipica di essere vicini ad una città di attrazione come Firenze. Ma non solo hotel, in città si contano ormai circa 250 piccoli affittacamere o bed & breakfast, un fenomeno in crescita soprattutto attraverso i portali come booking.com o l'ormai famoso AirBnB. «Diciamocelo. Noi dobbiamo aumentare la comunicazione, migliorarla, marketing, ed essere molto professionali per essere concorrenziali su un mercato come questo. Ci manca il marketing, quello vero, strategico, che punta su risultati di lungo termine, ma è quello che struttura i risultati. Dovremmo sederci di nuovo ad un tavolo con il pubblico e studiare delle strategie da mettere in moto», continua ancora il presidente della Federalberghi.

I luoghi non mancano. «Non mancano certo i luoghi storici per i congressi e i convegni in città e fuori, nei comuni della provincia – dice l'assessore alle attività produttive Daniela Toccafondi – ed è vero si tratta di un settore di qualità economica non indifferente, sul quale puntiamo come amministrazione comunale». Puntare sull'obiettivo, anche perché prendendo ad esempio la Monash University, almeno una volta al mese l'Università australiana convegni e congressi di carattere internazionale li fa davvero e sul serio. «È ovvio che per far funzionare un'economia di questo tipo ci vorrebbero numeri ancora maggiori e una partecipazione di tutti i soggetti del settore – prosegue Toccafondi – ma qui sicuramente si trova una nuova chiave di crescita economica e lavorativa». Intanto per il prossimo luglio è annunciato un convegno a Prato sulla moda, sul quale proprio il comune sta già lavorando. Ma il ciclo congressuale potrebbe essere una macchina “produttiva” molto più intensa e in continuità, accordando tutti i vari strumenti. «Accolgo con favore la proposta di Tomada di mettersi ad un tavolo purché tutti ci siano, è indubbio che pubblico e privato devono progettare assieme, mettere insieme strategie e seguirle. Ben venga tale proposta – prosegue Toccafondi «ma bisogna pensare anche ad aumentare l'offerta ricettiva e gli alberghi».

Provider e agenzie per congressi. Loro sono dei provider accreditati dal ministero della Salute e da anni lavorano in tutta Europa. Uffici a Poggio a Caiano, lo studio si chiama Nico Srl, messo su da Nicla Pruneti con la collaborazione di sua sorella, Cinzia. «È indubbio che ci sia una grossa potenzialità sul territorio pratese, Prato stessa con Metastasio, Politeama, Cicognini, tutti luoghi che si prestano. Il turismo congressuale ha grosse ricadute sul territorio – dice Cinzia Pruneti – ma penso anche alla stessa Poggio con le Scuderie medicee».

Alessandro Formichella

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