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Gruppo Marini: «Assumeremo orditori e tessitori»
Alla ricerca di manodopera anche il gruppo Cangioli: "Abbiamo un evidente problema di risorse umane: mancano operai, tecnici, commerciali. In questo periodo stiamo cercando operai per tessitura e rifinizione ma sul piano della formazione abbiamo il vuoto»
PRATO. Da Prato a Montemurlo con 1/3 di capacità di produttiva in più: il conto alla rovescia per la famiglia Marini è iniziato. Il trasloco nel nuovo stabilimento di 8mila metri quadrati in via Prato è previsto entro l’estate, al termine dei lavori di costruzione della nuova sede del gruppo Marini Industrie (investimento di 7 milioni euro circa). Nel nuovo quartier generale dell’azienda con oltre mezzo secolo di storia saranno ricreate alcune lavorazioni interne di servizio come la tessitura e l’orditura.
«Reparti ad alto contenuto di innovazione e ricerca, strutture snelle e flessibili per poter produrre piccole quantità in tempi veloci, come richiede il mercato», spiega Riccardo Marini. Tradotto: nuove assunzioni in arrivo. «Sì - conferma l'industriale - avremo bisogno di tessitori e orditori». Certo, non sarà facile reperire queste figure. Ne sa qualcosa l’imprenditore Vincenzo Cangioli, al timone di una delle pochissime aziende a ciclo completo che hanno fatto la storia del distretto (l’anno di fondazione è il 1859) e sono rimaste sulla piazza.
«Abbiamo un evidente problema di risorse umane: mancano operai, tecnici, commerciali. In questo periodo - fa sapere Cangioli - stiamo cercando operai per tessitura e rifinizione ma sul piano della formazione abbiamo il vuoto». Viaggia a gonfie vele il gruppo composto dal lanificio Cangioli 1859, rifinizione Pentarif e tessitura Malaparte: «Abbiamo reinvestito il 100% degli utili nel rinnovamento del parco macchinari». Nel frattempo, tutte e tre le aziende del gruppo sono uscite da Confindustria e non solo la rifinizione Pentarif com’era apparso in un primo momento.
«La scelta è maturata nell’ultimo trimestre del 2017», spiega Cangioli. Proprio il presidente di Confindustria Toscana Nord, il lucchese Giulio Grossi, s’è fatto vedere martedì 6 febbraio a Milano Unica tra gli stand dei lanifici pratesi. Accompagnato dal consigliere delegato Francesco Marini, il numero uno di Confindustria Toscana Nord ha potuto toccare con mano le eccellenze “made in Prato”. «Il comparto tessile è in crescita ma deve fare sempre più i conti con l’esigenza di un ricambio generazionale. Iniziative collegate alla formazione come “È di moda il mio futuro” saranno riproposte anche nel 2018».
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