Il Tirreno

Prato

Il negoziante ferito è stato salvato dalle grida dell’amico

Il negoziante ferito è stato salvato dalle grida dell’amico

Ha passato una notte in ospedale il titolare della tabaccheria colpito lunedì sera da due banditi in maschera di Carnevale

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PRATO. Ha trascorso una notte in ospedale Domenico Giunti, il titolare della tabaccheria “Il Pino” di via Galcianese che nel tardo pomeriggio di lunedì, poco dopo le 19, è stato colpito alla testa da un malvivente entrato insieme a un complice nel negozio per rapinarlo. «È stato tutta la notte in osservazione all'ospedale e lo hanno dimesso stamattina – racconta la moglie – Ha subito un brutto colpo alla mandibola, con un ematoma, ed ha anche un occhio pesto. Gli hanno fatto tutti i controlli e anche la Tac, per fortuna negativa. Ora riposa a casa». Il tabaccaio ha visto entrate i due banditi con la maschera di carnevale e il cappuccio ed ha capito subito che non erano lì per uno scherzo. Ha cercato di affrontarli alla porta, rimediando un paio di pugni. Sembra sia stato proprio uno di quelli a colpirlo al volto e a stenderlo. I malviventi avevano anche una pistola, molto probabilmente giocattolo. «Penso anch’io che sia stata un giocattolo – prosegue la moglie del tabaccaio – altrimenti chissà cosa sarebbe potuto accadere. Poi nella colluttazione mio marito è anche caduto a terra all’indietro, battendo la testa. Mi ha raccontato che tutta la scena è durata pochissimo, ma la paura è stata tanta».

Quando i malviventi sono entrati, giovani e col volto travisato, nella tabaccheria di via Galcianese insieme a Giunti c’era anche un amico che qualche volta va a dare un mano in negozio. Sembra che l’uomo inizialmente non sia stato nemmeno visto dai banditi, perché era dietro la bottega e quando si è accorto che era in corso una colluttazione con Giunti, che aveva reagito d’istinto alla minaccia di uno dei malviventi, ha chiamato le forze dell’ordine col telefono cellulare ed ha iniziato a gridare: «Aiuto polizia!». Una circostanza provvidenziale, perché la telefonata e le grida hanno fatto desistere i malviventi che sono scappati senza prendere niente». Giovani, accento italiano ma indefinibile, volto travisato. La loro sagoma è ora al vaglio dei carabinieri che stanno esaminando i filmati delle telecamere di videosorveglianza. Tre le rapine o tentate tali già subite dal tabaccaio. Non è chiaro con che mezzo siano scappati, è però evidente che non si tratta di professionisti, quanto piuttosto di sbandati. Una circostanza che, in molti casi, ha addirittura aggravato le conseguenze delle rapine per le vittime, poiché i malviventi meno esperti possono compiere gesti inconsulti e imprevedibili.

Francesco Albonetti

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