Il Tirreno

Prato

Centinaia di studenti ancora senza bar al polo Campolmi

Centinaia di studenti ancora senza bar al polo Campolmi

La Fondazione Museo: «Stiamo cercando una soluzione» No comment dei gestori: «Martedì ne parleremo» 

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PRATO. Non sarebbe stato un fulmine a ciel sereno, la chiusura della caffetteria e punto pranzo della biblioteca Lazzerini e del Museo del tessuto. Non certo però nelle modalità improvvise con le quali è avvenuto. Studenti, visitatori e personale della Campolmi adesso stringono la cinghia; niente caffè, cappuccino, primi piatti e via dicendo a un passo dai libri e dalle esposizioni. E la soluzione, dopo questa uscita di scena del gestore della caffetteria -punto ristoro, passato di mano dal bar Miraglia al ristrorante Cibino l'anno scorso, non sarebbe immediatamente dietro l'angolo. Insomma, centinaia di utenti dovranno attendere ancora un po' di tempo prima che riapra il bar del nuovo polo culturale e giovanile di Prato.

Probabilmente qualcosa si deve essere incrinato nel rapporto fra la Fondazione del Museo del Tessuto e il Cibino, ultimo gestore del bar. «Stiamo lavorando alla soluzione del problema» taglia corto Filippo Guarini, direttore del Museo del tessuto, facendo capire che forse qualcosa non stava andando come sarebbe dovuto andare e che il Cibino aveva già deciso di operare un'uscita dall'impegno preso con centinaia di utenti della biblioteca e del museo, ma in tutt’altro modo e con una certa gradualità. E invece non è andata proprio cosi. Da lunedì 8 gennaio, il Cibino ha improvvisamente buttato giù il bandone. «Si, era stato decisa un'uscita del Cibino dalla gestione del bar ma non certo in questo modo. Adesso siamo impegnati a risolvere il problema e a cancellare questo disservizio per tanti utenti, soprattutto studenti – prosegue il direttore del Museo – purtroppo è accaduto in questo modo. Stiamo cercando di risolvere la questione quanto prima, anche se verrà compreso che ciò non avviene dalla sera al mattino». Il contratto fra la Fondazione del museo del Tessuto e il Cibino sarebbe dovuto durare fino al 2020, almeno dal contratto controfirmato nel 2017. Contattato anche il Cibino, nella figura di una dei suoi soci Cristina Vannucci, ma bocca cucita e un secco "no comment": «Ne parleremo martedì prossimo (16 gennaio ndr) assieme al mio socio, per adesso non rilascio dichiarazioni» ha chiuso rapidamente Vannucci. La riapertura in breve tempo del bar sarebbe una notizia attesa da centinaia di studenti che ogni giorno transitano alla Campolmi. Per ora, invece, è da registrare la chiusura totale e improvvisa del bar di piazza Landini. Forse martedì prossimo, la società che aveva in gestione la caffetteria, il Cibino appunto, farà sapere se ci sono sviluppi o se la decisione di abbandonare la gestione sarà definitiva. Il bar intanto resta con il bandone abbassato.

Alessandro Formichella

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