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Prato

il retroscena 

Braccio di ferro con Pistoia e gli “incubi” Boschi-Calenda

PRATO. Un doppio braccio di ferro, che potrebbe non portare a uno scontro aperto, ma che avrà il suo peso nelle candidature per Camera e Senato. Il Pd pratese si prepara a giocare la partita con la...

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PRATO. Un doppio braccio di ferro, che potrebbe non portare a uno scontro aperto, ma che avrà il suo peso nelle candidature per Camera e Senato. Il Pd pratese si prepara a giocare la partita con la vicina Pistoia e la lontana Roma, pronto anche a concedere crediti. Perché i democratici locali sanno di essere elettoralmente forti, ma sono anche consapevoli del rischio di non avere un candidato di loro diretta espressione alle politiche.

Il quadro è presto fatto. Palazzo Madama è quasi un miraggio. Con l’uninominale prenotato dai pistoiesi Caterina Bini ed Edoardo Fanucci (pronti a riproporsi dividendosi le Camere) e un listino con Firenze, Pistoia, Lucca e Massa Carrara le possibilità per un pratese sono poche. Diverso il discorso per Montecitorio. Se nel listino alla Camera (con Pistoia, Lucca e Massa Carrara) il posto dovrebbe essere di Antonello Giacomelli, sottosegretario uscente «i cui risultati – a detta dei democratici pratesi – sono positivi», il discorso sull’uninominale.

Ed è qui che il Pd locale sembra giocare la sua battaglia.

Gli obiettivi sono doppi ma, forse, hanno lo stesso peso. Da una parte ci sono le aspirazioni personali, dall'altra c’è la consapevolezza che il collegio di Prato potrebbe far gola a qualche big ma garantire crediti alla struttura locale. Tra il serio e il faceto nel Pd pratese si fanno i nomi di «Minniti, Franceschini e, perché no, Gentiloni». Ma le scelte del Nazzareno possono rappresentare anche un incubo che ha il contorno di due candidati “scomodi”: Carlo Calenda e Maria Elena Boschi. Il primo è vissuto come una spina interna. La seconda è, piaccia o non piaccia, la grana più grossa di Renzi. La sua candidatura è stata già spostata da Arezzo a Firenze. Il passo verso Prato potrebbe essere breve. E da qui i timori emersi anche ieri: in una conferenza stampa abbottonatissima, Gabriele Bosi è stato netto sul tema: «Per la Boschi e Calenda se ne parlerà con Roma». (g.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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