Il Tirreno

Prato

Col 2018 ripartono i “Cantieri culturali” di Officina giovani

Col 2018 ripartono i “Cantieri culturali” di Officina giovani

Dopo la pausa natalizia un gennaio ricco di appuntamenti Un mese di cabaret, musica e tanto teatro negli ex macelli

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PRATO. Sarà un 2018 pieno di appuntamenti ai “Cantieri culturali” di Officina giovani. Che, collocati all'interno degli ex macelli pubblici, sono uno spazio dedicato ai giovani dove il servizio politiche giovanili del Comune di Prato da diversi anni sta portando avanti un progetto rivolto alla promozione e alla produzione artistica giovanile .I “Cantieri culturali” rappresentano una struttura istituzionale che vuole dare una risposta alle esigenze del mondo artistico giovanile e offrire dunque ai giovani, artisti e operatori culturali, un'opportunità di conoscere, di lavorare e di presentarsi.

Dopo la pausa natalizia le attività (a ingresso gratuito) riprendono alla grande. Mercoledì 10 gennaio alle 21,30 ecco “Nostro malgrado” di Francesco Gori e Fabrizio Ganugi. Uno spettacolo di cabaret in due atti, che riflette sui temi caldi di questa gioventù precaria nel lavoro, instabile nelle relazioni, multietnica, disillusa e benestante.

Venerdì 12 è la volta di “Ugo Sanchez wants to to play” con Ugo Sanchez Jr.

Il 17 gennaio spazio al teatro con “La grande fuga” di Cristian Flore e Selene Framarin. Lo spettacolo porta in scena l'universo poetico delle maschere. Dalle esuberanti mezze maschere, eredi della commedia dell'arte, alle silenziose maschere intere, espressione di un territorio drammatico situato oltre le parole, lo spettatore vivrà il racconto di un'Italia profonda, in cui l'amore, l'ipocrisia, le costrizioni della società e il desiderio di libertà si intrecciano con un paradossale destino. "La grande fuga" è una tragicommedia all'italiana per maschere intere e mezze maschere, realizzate dai mascherai Matteo Destro, Selene Framarin e David Poznanter. Il racconto ruota intorno alla storia d'amore che nasce tra due anziani, Battista e Cesira, entrambi già sposati; insieme sognano di sciogliere i lacci delle costrizioni che li imprigionano nelle rispettive vite e fuggire. Ecco che inizia il progetto di una "grande fuga", in cui la speranza di vivere l'amore liberamente si fa sempre più concreta.

Il 19 gennaio alle 21 si passa a “Utopia” con Leo Bassi, dove il protagonista si scaglia contro il potere costituito, la finanza mondiale e non solo, anticipando la crisi del modello neoliberista e delle ideologie che vengono smascherate violentemente dalla delicatissima arte della poesia del clown. In poco più di un'ora l'artista statunitense riesce a parlare di attualità utilizzando un pungente sarcasmo spinto da una veemenza comica che da anni caratterizza la sua frizzante carriera. Bassi con la sua arte circense riesce a creare una nuova consapevolezza della società suscitando risate indimenticabili. È grazie a tutto questo che lo spettacolo di Leo Bassi viene definito da El Pais «la speranza come soluzione alla crisi».

Il 24 gennaio (ore 21,30) ecco “Shakespeare suite volume II”, adattamento e regia Filippo Frittelli, con Federico Tassini, Ludovica Rio, Giorgia Stornanti, Filippo Frittelli e con la musica dal vivo di Francesco Giubasso.

Il 26 gennaio alle 21 “Budda non è biodegradabile” di Giovanni Bondi con Enrico Luccarelli. Un monologo unico creato su canovaccio con base surreale e momenti di improvvisazione su svariati temi suggeriti dal pubblico. Ancora teatro per chiudere il mese di gennaio: il 31 (alle 21,30) “A mare” di Chiara Canestrini, regia di Roxana Iftime, con Marco Bianchini, scenografia Paolo Lauri, sound design di Martino Lega.

Azelio Biagioni

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