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Prato

Il vescovo: stare con gli ultimi è carità e giustizia

PRATO. Una sessantina di sacerdoti e tutte le autorità cittadine erano presenti, ieri, per la celebrazione eucaristica in Duomo nel giorno dedicato a Santo Stefano, patrono della città.L’omelia del...

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PRATO. Una sessantina di sacerdoti e tutte le autorità cittadine erano presenti, ieri, per la celebrazione eucaristica in Duomo nel giorno dedicato a Santo Stefano, patrono della città.

L’omelia del vescovo è iniziata con un pensiero per la ragazza che nei giorni scorsi si è tolta la vita. «Un grave lutto ha colpito una famiglia della nostra città – ha detto – che purtroppo si unisce a tanti altri lutti e tragedie che in tante altre parti del mondo funestano il cammino della gente. Le nostre solitudini oggi però sono raggiunte dal Dio-con-noi, fonte di consolazione, sapienza e speranza».

E proprio a quest’ultima, all’attesa fiduciosa del bene, monsignor Agostinelli ha voluto dedicare gran parte delle sue riflessioni. «La nostra speranza proviene dall’amore di Dio, che a sua volta non può che essere amore verso il prossimo», ha osservato il vescovo. «La frequentazione di Gesù si manifesta in quella frequentazione dei poveri, cioè in quella volontà di dedizione agli ultimi e agli scartati, non solo come atto di carità, ma come espressione di quella giustizia nuova che è preludio ai cieli nuovi e alla terra nuova promessi da Cristo».

Infine il vescovo ha proposto un impegno collettivo per la Chiesa e la città verso «un bambino che nasce, un povero che domanda rispetto e dignità, una donna violata che attende giustizia, uno straniero nato qui che è italiano di adozione e attende riconoscimento, un giovane per il quale non c’è lavoro e speranza di futuro vivibile... Siamo chiamati ad essere richiamo di speranza per l’oltre e per l’altro».



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