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Sciopero nei supermercati ma i clienti fanno la spesa

Sciopero nei supermercati ma i clienti fanno la spesa

PRATO. Valentina è una lavoratrice in maternità ma da quando lavora a Unicoop Firenze non ha mai saltato uno sciopero. Anzi, da quando ha un bambino di sei mesi, lo fa ancora con più convinzione....

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PRATO. Valentina è una lavoratrice in maternità ma da quando lavora a Unicoop Firenze non ha mai saltato uno sciopero. Anzi, da quando ha un bambino di sei mesi, lo fa ancora con più convinzione. «Dateci i nostri soldi, non toglieteci i diritti», diceva ieri mattina al presidio organizzato dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs alla Coop di via Valentini. E lo diceva a una cliente dai capelli bianchi che, incurante delle ragioni della protesta (il rinnovo del contratto nazionale per i lavoratori della gdo e distribuzione cooperativa fermo a quattro anni fa), s’accingeva a fare la spesa al supermercato, quella “sacrosanta” alla vigilia del Natale. «Bisogna ringraziare per avere un lavoro», ribatteva la vecchietta sulla soglia del parcheggio della Coop. Generazioni a confronto nei giorni di corsa sfrenata al consumismo che spesso fa dimenticare chi c’è dall’altra parte della cassa a battere gli scontrini. «Ci dicono che siamo irresponsabili a scioperare oggi (ieri, ndr) ma intanto domenica 24 saremo a lavorare», lamenta Gianna. Daniela è un’altra lavoratrice che ha portato la figlia diciassettenne al corteo snodatosi nel raggio di pochi metri dalla Coop di via Valentini alla Pam di via Ferrucci. «Deve essere rinnovato il nostro contratto, qui è in gioco il futuro dei nostri figli», tuona Daniela accompagnata dalla figlia adolescente, quella che la domenica prepara il pranzo di famiglia perché la mamma non stacca prima delle 14. Storie di lavoratori e lavoratrici che fanno da sfondo allo sciopero nazionale: a Prato l’adesione ha sfiorato il 75%, rallentando l’attività dei supermercati cittadini e delle varie catene interessate (Esselunga, Penny Market, Pam, Unicoop Firenze, Decathlon, profumerie La Gardenia e i Limoni). «Pensiamo anche ai colleghi che lavorano con contratto a termine e non sono qui a protestare, i più ricattabili», sottolinea Christian Tarantino, delegato sindacale della Uiltec. Piove sul bagnato per i lavoratori della Pam: senza contratto nazionale e con la preoccupazione per i 15 esuberi annunciati di recente dall’azienda. «Abbiamo avuto un primo colloquio con Pam con cui ci rivedremo il prossimo 10 gennaio - fa sapere il segretario della Filcams Cgil pratese, Alberto Santini - La nostra richiesta è che allo strumento del contratto di solidarietà possa essere affiancato un serio piano di investimenti sul territorio». Nel frattempo, un giorno sì e uno no, i clienti affezionati alla Pam di via Ferrucci si chiedono se il loro supermercato preferito sia in chiusura. «La macelleria non sta prendendo ordinazioni per il pronto cuoci: l’anno scorso ne avevano 60 in questo periodo: non ci sono braccia nel reparto», spiega un dipendente di Pam. Un Natale amaro, con la stanchezza dei carichi di lavoro moltiplicati sotto le feste: ben si capisce come il presidio di ieri mattina abbia avuto il sapore di una doppia rivendicazione. Alle 11 il presidio si sposta dalla Coop alla Pam ma poco cambia: i pratesi entrano ed escono dai supermercati con carrelli stracolmi. Pochi disagi alle casse: gli inserimenti nell’ultimo periodo dei contratti a termine hanno fatto sì che le postazioni non venissero sguarnite durante lo sciopero. (mar.la.)

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