Il Tirreno

Prato

Toscana economia

Denuncia della Cgil: "Lavoro nero anche nelle banche pratesi"

Denuncia della Fisac Cgil: lavoro nero anche nelle banche pratesi
◗
Denuncia della Fisac Cgil: lavoro nero anche nelle banche pratesi

Prato, secondo il sindacato vi sono casi di dipendenti ai quali viene richiesto di svolgere ore di lavoro non retribuito

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Rischio concreto di lavoro nero nelle banche pratesi. A denunciarlo è la Fisac Cgil in un comunicato inviato ai giornali.

"Con le fusioni e le chiusure sportelli, a Prato oltre alle pressioni ora anche il lavoro non retribuito - si legge nel comunicato - Non si può certo dire che la città di Prato sia estranea al fenomeno del lavoro nero e illegale. Negli anni non si contano le denunce della Cgil e delle varie categorie su questo tema, accompagnate da numerose denunce e vertenze, collettive ed individuali. Quello che ci stupisce è che questo fenomeno sia diffuso anche in settori impensabili, come quello del credito. Da mesi la Fisac Cgil infatti raccoglie segnalazioni di lavoratrici e lavoratori degli sportelli bancari di alcuni istituti di credito e di agenzie di assicurazioni, che dichiarano di lavorare molte ore in più rispetto al loro normale orario senza vedersi riconosciuta la retribuzione e, di conseguenza, i contributi. Stiamo effettuando verifiche e coinvolgeremo le altre organizzazioni sindacali su questo tema".

"La situazione delle lavoratrici e dei lavoratori del settore è nota - prosegue la nota della Fisac Cgil -: anche nella nostra provincia si sono susseguite operazioni di fusioni tra banche e incorporazioni, oltre alla chiusura di filiali a seguito di razionalizzazione degli sportelli che comportano, sempre, un aggravio di lavoro non solo nei primi mesi, anche perché queste operazioni sono sempre accompagnate da alta mobilità del personale dipendente e accordi di fuoriuscita di decine e decine di lavoratrici e lavoratori che raggiungono i requisiti per la pensione o che fuoriescono dalle aziende attraverso l'ammortizzatore di settore, a seguito dell'applicazione dei piani industriali.

Purtroppo sono note anche le condizioni di lavoro di questi dipendenti: pressioni commerciali indebite in barba agli accordi nazionali e aziendali, a cui si aggiungono, e questa è la notizia più recente, ore di lavoro che i dipendenti si trovano costretti a lavorare senza retribuzione. Alcune indagini promosse anche dalla nostra organizzazione sindacale evidenziano queste problematiche. La paura di denunciare però è alta.

La Cgil metterà in campo tutte le iniziative necessarie, di tutela collettiva ed individuale, perchè non passi, anche in questo settore, la piaga del lavoro nero".

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani