Il Tirreno

Prato

Nuova associazione cinese “adotta” le pigotte dell’Unicef

Maria Lardara
La vedita delle pigotte a scopo benefico
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La vedita delle pigotte a scopo benefico

Il contributo di solidarietà durante una raccolta fondi organizzata all’hotel Mirò a Calenzano. Il responsabile Flavio Hu: «Giusto restituire a chi ha più bisogno i frutti del nostro lavoro» 

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PRATO. Non sono bambole uguali alle altre: valgono una vita, anzi migliaia di vite. Non avranno il sorriso e i capelli biondi delle Barbie ma ogni pezzo è unico e irripetibile, un piccolo gioiello di artigianato che può sfamare e curare migliaia di bambini nel mondo. Centosettanta colorate bambole di pezza dell’Unicef, le celebri “pigotte” simbolo del Natale, sono state adottate nei giorni scorsi da un insolito benefattore. Tutte in un colpo solo, nel corso di una serata speciale, grazie al cuore generoso dell’associazione dei Giovani imprenditori cinesi d’Europa, un nuovo soggetto che s’affaccia nella già variegata galassia dell’associazionismo con gli occhi a mandorla presente in città. Bambole vendute e acquistate durante una serata di raccolta fondi all’hotel Mirò di Calenzano, l’8 dicembre scorso, il cui ricavato (3.400 euro) è stato devoluto al comitato pratese dell’Unicef. A Prato dunque la campagna di adozione delle “pigotte” (basta un piccolo contributo di 20 euro per assicurare un kit salvavita ai piccoli più sfortunati) parla anche cinese. «È giusto restituire a chi ha più bisogno i frutti del nostro lavoro», spiega Flavio Hu a capo della neonata associazione che aggrega un centinaio di imprenditori e imprenditrici cinesi di seconda generazione. Vivono e lavorano a Prato ma non solo: alcuni soci hanno la propria attività a Roma e Milano. Ma l’associazione, già nel nome, punta ad avere un respiro europeo. «Sì è vero, siamo una realtà formata da imprenditori ma ci contraddistinguono la sensibilità e l’attenzione per i temi sociali», spiega mister Hu che a Prato manda avanti un’agenzia specializzata nell’organizzazione di corsi d’italiano per i connazionali. L’impegno a favore dell’Unicef è solo il primo passo dell’associazione costituitasi a fine novembre. Con le sorridenti bambole di pezza, cucite a mano con amore dai volontari di Unicef, giocheranno tanti bambini cinesi, figli di quei benefattori che hanno partecipato alla serata organizzata all’hotel Mirò. Nel weekend del 9 e del 10 dicembre grazie all’impegno di centinaia di volontari, le “pigotte” sono state vendute in 400 piazze in tutta Italia. Anche gli imprenditori cinesi, con le loro famiglie, hanno contribuito alla maratona di solidarietà: coincidenza vuole che la sede del comitato locale dell’Unicef sorga proprio in via Luigi Borgioli, nel cuore della Chinatown pratese. Basti pensare che, grazie alla campagna di adozione della “pigotta”, in 18 anni è stato possibile raccogliere oltre 27 milioni di euro per salvare oltre 1 milione e mezzo di bambini nei paesi più poveri del mondo. Le associazioni cinesi non sono nuove a iniziative di solidarietà in città: fra le ultime, in ordine di tempo, la donazione dei buddisti cinesi all’Emporio della Solidarietà.


 

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