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L'avvocato paladino dei truffati condannato per truffa
Tre anni e sei mesi a Pasquale Vulcano, scelto nel 2010 dal Comune di Prato per fare la guerra a Dexia Crediop nel processo sull’acquisto di “swap”, poi vinto dalla banca. Raggiro milionario ai danni di cinque istituti di credito
PRATO. L’avvocato che, pagato lautamente dal Comune, doveva fare guerra alla banca accusata di aver truffato il Comune è stato condannato per truffa alle banche. Un bel contrappasso per Pasquale Vulcano, già titolare di uno studio legale a Empoli, ora condannato a tre anni e sei mesi di reclusione dal Tribunale di Firenze per aver messo in piedi una truffa da un milione e mezzo di euro ai danni di Monte dei Paschi, Bcc Signa, Unipol, Popolare di Vicenza e Bcc Chianti.
Pasquale Vulcano è lo stesso Vulcano che nel 2010 fu incaricato dalla giunta allora guidata da Roberto Cenni di far causa alla banca Dexia Crediop che, secondo Cenni, avrebbe truffato il Comune vendendo strumenti finanziari derivati (gli swap) alle precedenti giunta di centrosinistra per la ristrutturazione del debito. Per quell’incarico Vulcano ottenne una prima parcella di 12.480 euro e una seconda di 34.131 euro (in seguito ebbe una consulenza anche dalla società di riscossione SoRi per 18.900 euro). Soldi spesi bene? La sentenza del processo sugli swap dice di no: Dexia Crediop è stata assolta e il Comune si trova ora a dover pagare un pacco di milioni dopo aver interrotto i pagamenti in attesa del pronunciamento dei giudici. Ma spendere soldi per cause che poi si perdono fa parte del gioco. Quello che non fa parte del gioco, hanno sancito i giudici del Tribunale di Firenze, è truffare le banche.
Per l'accusa Vulcano avrebbe raggirato i cinque istituti di credito riuscendo a ottenere prestiti per oltre 1,5 milioni di euro presentando false garanzie. In due casi, Vulcano e Silvia Lombardi (sua complice condannata a quattro anni) avrebbero tentato di ottenere finanziamenti da banche estere adducendo come garanzia un presunto asset del valore di 160 milioni di euro detenuto presso la Bcc di Signa, che in realtà era soltanto la copia di un brevetto - di nessun valore - di un programma per la compressione di file video che avevano depositato in una cassetta di sicurezza della banca.
Il pubblico ministero Paolo Barlucchi aveva contestato a Vulcano anche un altro episodio di truffa, dal quale l’avvocato è stato assolto con la formula “perché il fatto non sussiste”. Vulcano è stato indagato per questi fatti nel gennaio 2015. Un anno prima si era interrotto il rapporto del Comune di Prato e di SoRi con il legale empolese, che ora è stato condannato anche a risarcire il Monte dei Paschi di Siena con 502.000 euro.
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