Il Tirreno

Prato

La Regione stoppa Leroy Merlin alle porte di Prato

di Cristina Orsini
I treni all'Interporto di Gonfienti (foto Batavia)
◗
I treni all'Interporto di Gonfienti (foto Batavia)

Parere negativo sull'ipotesi del centro commerciale nell'area di sviluppo dell'Interporto di Gonfienti che aveva suscitato qualche protesta

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Parere negativo. La nuova struttura di vendita di Leroy Merlin nell’area di sviluppo di Interporto nel territorio di Campi Bisenzio “non s’ha da fare”. È questa la decisione della Regione, “direttore d’orchestra” nella conferenza di co-pianificazione, convocata venerdì 24 a Firenze, e alla quale hanno partecipato l’assessore regionale all’urbanistica e mobilità Vincenzo Ceccarelli, il sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi e inviati i rappresentanti dei Comuni limitrofi, tra i quali Prato.

Secondo la Regione, il procedimento con il quale si sarebbero spalancate le porte a un centro commerciale di oltre 2.500 metri quadrati (questa la dimensione minima necessaria perché l’ultima parola passi all’ente) e per insediare il quale il Comune di Campi ha avviato una variante sulla destinazione di quei 160.000 metri quadrati di terreno di proprietà per la maggiora parte della famiglia Pecci, è irricevibile in quanto la destinazione logistica è coerente anche con la pianificazione locale e regionale. Dunque tra il bricolage e il polo di movimentazione merci a vocazione d’area e non solo, tra il commercio e lo sviluppo produttivo, per ora ha visto prevalere la seconda funzione.

Il secondo round di questa partita per la quale nei giorni scorsi si è registrata a Prato una levata di scudi generale – dagli industriali, agli artigiani, alla Camera di Commercio, passando per la politica e la dirigenza di Interporto – in difesa di un progetto che nell’arco di un anno dovrebbe portare all’avvio dell’intermodalità ferro-gomma, è fissato in calendario per martedì 28 quando, sempre in Regione, Interporto porterà la valutazione di impatto ambientale.

«Per procedere speditamente – afferma il presidente della società Ivano Menchetti – è necessaria l’approvazione del procedimento da parte della Regione». Poi inizierà la fase delle “ricuciture”, più che altro, politiche: «Mi piacerebbe che la progettazione dello sviluppo di Interporto – prosegue Menchetti – venisse condiva dal Comune di Campi al quale comunque chiederemo la reiterazione dei vincoli così da poter procedere, nel caso, tramite espropri. Ma la nostra volontà è quella di incontrare i proprietari dei terreni per proseguire la strada in maniera concertata».

Cosa nascerà sulla porzione di terreni all’interno dei confini di Campi? Lo sviluppo di Interporto prevede una quota di attività immobiliare con la realizzazione di nuovi capannoni da vendere o affittare alle società di trasporti e movimentazione merci e una quota di logistica pura con la creazione di una piattaforma ferroviaria per valorizzare il trasporto merci su ferro. I binari di Interporto finiscono proprio al confine con Campi. «Per questo motivo i terreni – conclude Menchetti – potranno essere infrastrutturati per potenziare una movimentazione merci meno impattante».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web