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Prato

Cannabis contro il dolore In cinquanta ne fanno uso

Cannabis contro il dolore In cinquanta ne fanno uso

L’ospedale di Prato è stato fra i primi a sperimentare l’uso controllato della marijuana per pazienti oncologici o affetti da patologie come il Parkinson

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PRATO. Sono già circa 50 le persone, a Prato e provincia, affette da malattie che richiedono l'uso della cannabis per attenuare il dolore o gli spasmi che lo causano. La Toscana è stata fra le prime a sperimentare dal 2014 l'uso dei cannabinoidi per affrontare meglio la terapia del dolore su patologie neurologiche come il “Parkinson” o oncologiche o come la sclerosi multipla. Fra il 2014 e il 2017 l'aumento nell'utilizzo della cannabis è stato considerevole in tutta l'area fiorentina e pratese anche grazie agli stessi medici specialistici che laddove si presenta il caso e le necessità indirizzano il paziente ad attenuare i dolori che li colpiscono con l'uso controllato della marijuana. Con la recente approvazione della riforma di legge sulla produzione e somministrazione di cannabis per uso terapeutico , è previsto che in tutta Italia molti malati possano consumare legalmente la marijuana per alleviare dolore e sofferenza, sebbene resti proibito l'uso personale. Ma a Prato si è iniziato già dal 2015. Un passo avanti in nuove terapie e ricerca medica. La produzione di cannabis. La produzione è demandata all'Istituto farmaceutico militare di Firenze, a Castello per la precisione, dove si sta passando da 100 a 300 kg di coltivazione annua di cannabis in serra, togliendo il sistema sanitario nazionale dalle dipendenze dell'Olanda dove oggi viene fatta la maggior parte di importazione di questo soprannominato “oro verde”. Di fatto oggi, anche in presenza di una legge regionale come quella toscana, fuori dalla nostra regione le limitazioni all'uso di cannabis farmacologico sono molte; criteri che adesso sarebbero ridefiniti e superati con un ddl che mette nelle stesse condizioni tutti i pazienti di tutta Italia.

Nel caso della Toscana, fatta la coltivazione e produzione è il laboratorio galenico all'interno dell'Ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze che si occupa del confezionamento e dei dosaggi di marijuana e qui gli utenti di Firenze già possono accedervi con la prescrizione del medico specialista. Il servizio si estenderà dal 2018 anche sull'area pratese grazie al trasporto dell'Asl Toscana centro. Trasporto speciale e “blindato”, l' “oro verde” infatti viene tenuto in casseforti e controllato da sistemi di sicurezza. E c'è di più. Il Laboratorio galenico di Santa Maria Nuova ha messo a punto e fornito ai medici una tabella che consente di equiparare i dosaggi e le posologie sia che i cannabinoidi vengano impiegati in forma di infiorescenze o in soluzione oleosa, e in rapporto alla quantità di sostanza che dev’essere impiegata. Sta inoltre studiando l’ipotesi di confezionare la marijuana direttamente in filtri come quelli comunemente impiegati per il tè.

Crescono le richieste. «La Toscana è molto avanti in questo campo» , a dirlo è Pasquale Palumbo, neurologo e responsabile del settore neurologia per l'Asl Toscana centro,«dal 2014 per legge, ma meglio sarebbe dire dal 2015 nella pratica è iniziata la prescrizione della cannabis per patologie che comportano soprattutto dolori spastici». Alcuni suoi pazienti fanno uso di questa terapia con somministrazione per via orale e per inalazione e il dottor Palumbo conferma che la terapia funziona. «La terapia va prescritta su casi selezionati e funziona. Per patologie come la sclerosi multipla si tratta effettivamente di un farmaco che allieva notevolmente il dolore». E i numeri ?«Non ci sono dati ancora a portata di mano immediata, ma la sensazione, passato un iniziale pregiudizio dei pazienti, è certamente quella di un aumento delle richieste. Per i casi selezionati appunto, si tratta di una terapia fondamentale».

Alessandro Formichella

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