Italia
questione gida
Gli industriali: «Questo cda ha votato il termovalorizzatore»
PRATO. Gida, un altro “botta e risposta” tra industriali e Comune. Questa volta l’associazione Progetto Acqua che sta conducendo una battaglia campale per sostituire l’attuale, con un altro...
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PRATO. Gida, un altro “botta e risposta” tra industriali e Comune. Questa volta l’associazione Progetto Acqua che sta conducendo una battaglia campale per sostituire l’attuale, con un altro termovalorizzato, risponde al presidente della commissione urbanistica Massimo Carlesi, sostenitore invece del digestore.
«La lettera aperta di Carlesi - scrivono gli industriali - richiede delle osservazioni volte a ristabilire il corretto succedersi degli eventi. Chi non conoscesse le vicende di Gida, dalle parole di Carlesi capirebbe che vi è stato un drastico cambio di orientamento nella società fra una gestione amministrativa e l'altra, con il precedente consiglio di amministrazione favorevole al termovalorizzatore, a differenza dell'attuale che, nella sua espressione pubblica, sosterrebbe fin dall'inizio il digestore anaerobico».
«Non è così - proseguono - l'attuale gestione, che ha avviato la sua attività a dicembre 2015, ha fatto propria formalmente, e a più riprese, la scelta del termovalorizzatore. Era questo il programma stesso del nuovo presidente; era questa la delibera unanime del nuovo cda ad aprile 2016; era questo il percorso indicato dallo stesso cda come da compiere senza indugio in caso non si fosse concretizzata l'ipotesi di coinvolgimento di Alia.
Teniamo quindi a ribadire che la scelta del termovalorizzatore è l'unica formalmente effettuata dagli organi di Gida. Una scelta da concretizzare in fretta perché - e su questo unico punto Carlesi ha ragione - bisogna trovare una rapida soluzione in alternativa all'impianto esistente».
«Un'ultima e non secondaria cosa - concludono - le imprese si accollano i costi della fognatura industriale non perché sono tenute a farlo ma perché la rete fognaria pratese è gravemente insufficiente e dal 2006 doveva essere adeguata attraverso un intervento pubblico mai realizzato. Facciamo supplenza al pubblico, insomma, con tempi molto più lenti di quanto avremmo voluto per motivi burocratici, che fino al 2016 ci hanno impedito di porre mano ai lavori».
«La lettera aperta di Carlesi - scrivono gli industriali - richiede delle osservazioni volte a ristabilire il corretto succedersi degli eventi. Chi non conoscesse le vicende di Gida, dalle parole di Carlesi capirebbe che vi è stato un drastico cambio di orientamento nella società fra una gestione amministrativa e l'altra, con il precedente consiglio di amministrazione favorevole al termovalorizzatore, a differenza dell'attuale che, nella sua espressione pubblica, sosterrebbe fin dall'inizio il digestore anaerobico».
«Non è così - proseguono - l'attuale gestione, che ha avviato la sua attività a dicembre 2015, ha fatto propria formalmente, e a più riprese, la scelta del termovalorizzatore. Era questo il programma stesso del nuovo presidente; era questa la delibera unanime del nuovo cda ad aprile 2016; era questo il percorso indicato dallo stesso cda come da compiere senza indugio in caso non si fosse concretizzata l'ipotesi di coinvolgimento di Alia.
Teniamo quindi a ribadire che la scelta del termovalorizzatore è l'unica formalmente effettuata dagli organi di Gida. Una scelta da concretizzare in fretta perché - e su questo unico punto Carlesi ha ragione - bisogna trovare una rapida soluzione in alternativa all'impianto esistente».
«Un'ultima e non secondaria cosa - concludono - le imprese si accollano i costi della fognatura industriale non perché sono tenute a farlo ma perché la rete fognaria pratese è gravemente insufficiente e dal 2006 doveva essere adeguata attraverso un intervento pubblico mai realizzato. Facciamo supplenza al pubblico, insomma, con tempi molto più lenti di quanto avremmo voluto per motivi burocratici, che fino al 2016 ci hanno impedito di porre mano ai lavori».
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