Il Tirreno

Prato

Sequestrati beni per 2 milioni a latitante in odore di camorra

Vincenzo Ascione, ricercato da quattro anni
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Vincenzo Ascione, ricercato da quattro anni

Il provvedimento è stato preso dalla Direzione investigativa antimafia nei confronti di Vincenzo Ascione, ricercato per usura e tentata estorsione

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PRATO. La Direzione investigativa antimafia di Firenze ha disposto il sequestro di beni per circa 2 milioni di euro a carico di Vincenzo Ascione, 62 anni, originario di Torre del Greco e residente a Montemurlo, ma al momento latitante all'estero. Il sequestro è scattato perché la magistratura, in particolare il sostituto procuratore fiorentino Angela Pietroiusti della Direzione distrettuale antimafia, ritiene che i beni in possesso di Ascione siano frutto di reati e che il loro valore non sia giustificato dai redditi dichiarati dallo stesso Ascione e dai suoi familiari, che secondo gli inquirenti non sarebbero stati sufficienti nemmeno a sostenere le spese per il vivere quotidiano.

Nei confronti di Ascione, ritenuto dagli inquirenti il referente in Toscana del clan camorristico Birra-Iacomino, pende dal 2013 un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di tentata estorsione e usura nei confronti di imprenditori pratesi che gestivano attività commerciali in provincia di Pistoia. Ascione però si è reso irreperibile e non è stato possibile eseguire la misura di custodia. I beni sequestrati sono tre immobili a Prato, due terreni a Vaiano, due società con sede a Prato e Vaiano, intestatarie di altri due immobili in provincia di Prato e di Pistoia, un paio di auto e numerosi conti correnti.

Vincenzo Ascione era stato condannato all'ergastolo per l'omicidio di Ciro Cozzolino, ucciso il 4 maggio 1999 a Montemurlo, ma è stato assolto in appello e in Cassazione. Successivamente un pentito ha cominciato a collaborare con gli inquirenti tirando in ballo il fratello di Ascione, Gerardo (anche lui assolto).

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