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Contrabbando di tessuti, la Finanza ne sequestra 650 tonnellate
Un imprenditore cinese ha dichiarato che la merce arrivava da una società con sede nell'Unione europea, ma le "pezze" sono made in China. Evasi dazi per un milione di euro
PRATO. I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria hanno sequestrato ieri, 26 ottobre, 650 tonnellate di tessuti importati da una società amministrata da un cinese e immagazzinati in un capannone del Macrolotto industriale. Il sequestro è scattato nell'ambito di un'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Lorenzo Boscagli, che contesta all'imprenditore cinese di aver falsamente dichiarato che i tessuti provenivano da una società operante nell'Unione europea. Così facendo avrebbe evaso sia i diritti doganali che l'Imposta sul valore aggiunto, per circa un milione di euro.
Le 650 tonnellate, che corrispondono a oltre 4,5 milioni di metri lineari, figuravano come provenienti dall'Unione europea, ma in realtà arrivano in gran parte dalla Cina e in minima parte dalla Turchia. Il tessuto inoltre era privo di qualsiasi certificazione di qualità o di assenza di tossicità.
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