Il presidio
Corriere dell’eroina preso in albergo
È un nigeriano di 47 anni domiciliato a Parigi: aveva inghiottito un chilo e mezzo di ovuli, trovati in un hotel di Novoli
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PRATO. La squadra mobile della polizia ha trovato un filone investigativo grazie al quale sta rapidamente smantellando il traffico di eroina e cocaina in arrivo a Prato grazie ai corrieri nigeriani. Il colpo grosso è arrivato lunedì sera, ma non nei soliti luoghi di spaccio o alla stazione ferroviaria. Stavolta i poliziotti agli ordini del vicequestore Francesco Nannucci sono andati a prendere il corriere direttamente nella sua camera d’albergo, e nemmeno a Prato, ma a Firenze, in un hotel di Novoli.
In manette è finito Evans Obi Churchgate, nigeriano di 47 anni ufficialmente domiciliato a Parigi. Nella camera i poliziotti hanno trovato 117 ovuli di eroina e cocaina che il nigeriano aveva inghiottito prima di mettersi in viaggio ed espulso nel bagno dell'hotel.
L'uomo è stato portato all'ospedale di Prato e nelle ore successive ha espulso altri 12 ovuli, per un totale di un chilo e 232 grammi di eroina e 276 grammi di cocaina. Il nigeriano è stato dunque arrestato per detenzione di droga ai fini di spaccio e messo a disposizione della magistratura.
Il corriere della droga è stato individuato dai poliziotti in borghese grazie ai controlli che sono stati intensificati intorno alla stazione centrale. La polizia ha infatti scoperto che molti corrieri arrivano in treno, oppure si servono di tassisti abusivi loro connazionali, che all’occorrenza li portano da Firenze a Prato o viceversa. Osservando i movimenti alla stazione, i poliziotti hanno visto salire il quarantasettenne nigeriano su uno di questi taxi abusivi, hanno capito dove dormiva e hanno organizzato l’irruzione. Il corriere era solito soggiornare in un piccolo albergo di Novoli, sempre per una sola notte e sempre con poco bagaglio al seguito, tutti elementi che hanno fatto pensare al trasporto di droga.
Ora la squadra mobile sta cercando di capire se dietro ai viaggi dei corrieri nigeriani ci sia un unico regista, un soggetto in grado di smistarli nelle varie destinazioni a seconda delle richieste di chi poi immette materialmente la droga sul mercato. Qualche riscontro sarebbe già stato trovato, vale a dire qualche contatto tra i nigeriani che sono stati arrestati nelle ultime settimane.
Quanto alla provenienza della droga che viene venduta a Prato, soprattutto eroina, sembra che l’origine sia ancora l’Olanda, dove i trafficanti evidentemente godono di una certa libertà di movimento. Il trasporto all’interno dell’Unione europea non presenta particolari difficoltà, non essendoci controlli alle frontiere, e il treno è diventato il canale privilegiato. Molti dei corrieri nigeriani, ma anche degli spacciatori al dettaglio, risultano essere richiedenti asilo non inseriti nei programmi di accoglienza: arrivano in Italia, fanno domanda per l’asilo e nel frattempo sbarcano il lunario vendendo o trasportando droga.
Paolo Nencioni
In manette è finito Evans Obi Churchgate, nigeriano di 47 anni ufficialmente domiciliato a Parigi. Nella camera i poliziotti hanno trovato 117 ovuli di eroina e cocaina che il nigeriano aveva inghiottito prima di mettersi in viaggio ed espulso nel bagno dell'hotel.
L'uomo è stato portato all'ospedale di Prato e nelle ore successive ha espulso altri 12 ovuli, per un totale di un chilo e 232 grammi di eroina e 276 grammi di cocaina. Il nigeriano è stato dunque arrestato per detenzione di droga ai fini di spaccio e messo a disposizione della magistratura.
Il corriere della droga è stato individuato dai poliziotti in borghese grazie ai controlli che sono stati intensificati intorno alla stazione centrale. La polizia ha infatti scoperto che molti corrieri arrivano in treno, oppure si servono di tassisti abusivi loro connazionali, che all’occorrenza li portano da Firenze a Prato o viceversa. Osservando i movimenti alla stazione, i poliziotti hanno visto salire il quarantasettenne nigeriano su uno di questi taxi abusivi, hanno capito dove dormiva e hanno organizzato l’irruzione. Il corriere era solito soggiornare in un piccolo albergo di Novoli, sempre per una sola notte e sempre con poco bagaglio al seguito, tutti elementi che hanno fatto pensare al trasporto di droga.
Ora la squadra mobile sta cercando di capire se dietro ai viaggi dei corrieri nigeriani ci sia un unico regista, un soggetto in grado di smistarli nelle varie destinazioni a seconda delle richieste di chi poi immette materialmente la droga sul mercato. Qualche riscontro sarebbe già stato trovato, vale a dire qualche contatto tra i nigeriani che sono stati arrestati nelle ultime settimane.
Quanto alla provenienza della droga che viene venduta a Prato, soprattutto eroina, sembra che l’origine sia ancora l’Olanda, dove i trafficanti evidentemente godono di una certa libertà di movimento. Il trasporto all’interno dell’Unione europea non presenta particolari difficoltà, non essendoci controlli alle frontiere, e il treno è diventato il canale privilegiato. Molti dei corrieri nigeriani, ma anche degli spacciatori al dettaglio, risultano essere richiedenti asilo non inseriti nei programmi di accoglienza: arrivano in Italia, fanno domanda per l’asilo e nel frattempo sbarcano il lunario vendendo o trasportando droga.
Paolo Nencioni
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