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Arrestato il bulgaro che minaccia i passanti
Quarantenne, privo di una gamba, è indagato per violenza sessuale ma non rispetta l’obbligo di firma
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PRATO. È finito in carcere il quarantenne bulgaro privo di una gamba che da mesi si rende protagonista di liti in centro e non solo. La squadra di polizia giudiziaria della Municipale, con l’aiuto delle volanti della Questura, ha rintracciato lunedì Valentin Lazarov e gli ha notificato un aggravamento della misura di custodia a cui era sottoposto dallo scorso 9 ottobre, l’obbligo di presentarsi in Questura ogni giorno per firmare il registro. In realtà lui in Questura non è andato nemmeno una volta, e non si è presentato davanti al giudice che avrebbe dovuto interrogarlo. Questo ha indotto il sostituto procuratore Laura Canovai a chiedere un aggravamento della misura di custodia che il gip Cataudella ha concesso nei giorni scorsi.
Dunque, come è stato spiegato ieri, la Municipale lo ha rintracciato in centro e lo ha portato alla Dogaia, senza che lui opponesse resistenza.
L’obbligo di firma era stato imposto a Lazarov in seguito a un episodio denunciato prima delle ferie estive, quando il bulgaro fu accusato di aver aggredito e palpeggiato una ragazzina in centro. La Procura indagò e la stessa Municipale ha notificato la misura di sicurezza a Lazarov, che francamente se n’è infischiato. In quel caso il quarantenne fu indagato per violenza sessuale, anche se nell’ipotesi attenuata del presunto palpeggiamento, e il provvedimento preso nei suoi confronti non fu particolarmente severo, proprio in considerazione della portata dell’episodio.
Il problema però è che quello è solo uno delle decine di casi in cui Lazarov si è reso protagonista di danneggiamenti, aggressioni verbali e in certi casi fisiche, ingiurie e minacce.
La situazione, insomma, stava diventando insostenibile e si è visto che l’obbligo di firma era una misura troppo blanda per riportare alla calma un soggetto che, non è chiaro per quali motivi, sembra avercela col resto del mondo. Col passare del tempo si rischiava che qualcuno cedesse alla tentazione di farsi giustizia da solo, come consigliavano numerosi commenti su Facebook.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Dunque, come è stato spiegato ieri, la Municipale lo ha rintracciato in centro e lo ha portato alla Dogaia, senza che lui opponesse resistenza.
L’obbligo di firma era stato imposto a Lazarov in seguito a un episodio denunciato prima delle ferie estive, quando il bulgaro fu accusato di aver aggredito e palpeggiato una ragazzina in centro. La Procura indagò e la stessa Municipale ha notificato la misura di sicurezza a Lazarov, che francamente se n’è infischiato. In quel caso il quarantenne fu indagato per violenza sessuale, anche se nell’ipotesi attenuata del presunto palpeggiamento, e il provvedimento preso nei suoi confronti non fu particolarmente severo, proprio in considerazione della portata dell’episodio.
Il problema però è che quello è solo uno delle decine di casi in cui Lazarov si è reso protagonista di danneggiamenti, aggressioni verbali e in certi casi fisiche, ingiurie e minacce.
La situazione, insomma, stava diventando insostenibile e si è visto che l’obbligo di firma era una misura troppo blanda per riportare alla calma un soggetto che, non è chiaro per quali motivi, sembra avercela col resto del mondo. Col passare del tempo si rischiava che qualcuno cedesse alla tentazione di farsi giustizia da solo, come consigliavano numerosi commenti su Facebook.
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