Il Tirreno

Prato

Brhan Tesfai sfida Feltri e i pregiudizi sugli africani

di Pasquale Petrella
Lo scrittore etiope Brhan Tesfay e uno dei suoi libri
◗
Lo scrittore etiope Brhan Tesfay e uno dei suoi libri

Lo scrittore eritreo: «Voglio guadagnare un euro più di lui, comprate i miei libri» e lancia un video su Facebook che ha già quarantaquattromila visualizzazioni

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. «Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono. (Malcolm X)».

«Sono Brhan Tesfay, consapevole che questa sfida sarà vista come quella tra Davide e Golia, mi butto controllando la paura e rafforzando la mia fiducia che un racconto più umano è possibile, che bastonare gli ultimi è contro natura». Queste due frasi fanno da corollario al video lanciato su Facebook dallo scrittore Brhan Tesfay, 48 anni cittadino eritreo ma in Italia da quando di anni ne aveva più o meno dieci, che ha come titolo “Voglio guadagnare un euro più di Feltri” e ad oggi ha superato più di quarantaquattromila visualizzazioni. Il perché di questo video e su come vorrebbe vincere la sfida lo racconta direttamente lui che da molti anni vive a Prato, dopo aver vissuto a Lucca e a Pescia.


[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.7357557:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2013/07/02/news/una-casa-editrice-senza-confini-1.7357557]]


«Qualche tempo fa ho ascoltato e letto alcune dichiarazioni di Vittorio Feltri sugli immigrati che mi hanno fatto davvero male – racconta Tesfay – Ha detto che “gli africani non hanno la cultura del lavoro e vivono nella merda”. Sono stato profondamente colpito da questa espressione così triste che ho deciso di rispondere. Ed ho deciso di farlo con un video in cui non ho voluto parlare delle cose positive degli immigrati, né della cultura degli africani o di altri aspetti che potrebbero dimostrare la ricchezza morale del popolo africano. Siccome Feltri valuta gli esseri umani solo sotto il profilo economico allora ho deciso di lanciare questa sfida, sapendo che è un po’ come quella di Davide contro Golia: voglio guadagnare un euro più di Feltri. Come? Basta che voi decidiate di comprare uno dei miei libri» .

IL VIDEOAPPELLO DI BRHAN TESFAY

Sì, perché Brhan Tesfay, non solo è uno scrittore, ha già pubblicato nove libri, gli ultimi sono “Alida”, finito di stampare nel febbraio 2017, “Specchi sbagliati” del 2016, “Il vissuto e la balena” con una introduzione di Paolo Crepet. Ma Tesfay è anche editore dei suoi libri. Alcuni anni fa ha infatti fondato la società Sviluppi Umani Immaginati (Sui) con la quale ha già edito venticinque volumi uno dei quali “La contessa Matilda di Canossa e Iolanda Groninga” di Antonio Bresciani è una ristampa dell’opera la cui precedente edizione risale a moltissimi anni fa. La sfida di Tesfay è ovviamente un strumento anche per fare pubblicità ai suoi racconti, che altrimenti non troverebbero spazio, ma vuole anche essere un modo per dimostrare a Vittorio Feltri che ci sono “africani” «che in Italia non solo lavorano ma creano lavoro» costituendo una casa editrice. «Non si possono emettere dei giudizi come quello di Feltri per denigrare un miliardo di persone – dice Brhan Tesfay – Io vengo dall’Eritrea, i miei genitori sono arrivati in Italia nel 1974 come esuli perché nel nostro Paese c’era la guerra. Io, che ero rimasto con la nonna quando avevo meno di quattro anni, li ho raggiunti sei anni più tardi e da allora vivo e lavoro in Italia. E come me ci sono tantissimi altri africani che lavorano onestamente e contribuiscono all’economia dell’Italia. Ma il messaggio che voglio dare non è questo bensì quello che lancio con il video: Voglio guadagnare un euro più di Feltri. Aiutatemi a vincere questa sfida comprando i miei libri che si trovano anche su internet e sul sito edizionisui.it».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera