Italia
accordo all’esselunga
Domeniche al lavoro volontarie e non più di 24 in un anno
PRATO. Domenica al lavoro sì, dietro le casse del supermercato o a sistemare le merci sugli scaffali, ma solo in base alla disponibilità volontaria e, soprattutto, senza nessuna imposizione dall’alto:...
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PRATO. Domenica al lavoro sì, dietro le casse del supermercato o a sistemare le merci sugli scaffali, ma solo in base alla disponibilità volontaria e, soprattutto, senza nessuna imposizione dall’alto: basta garantire nel corso dell’anno 24 prestazioni domenicali, 22 per gli addetti ai banchi di gastronomia e pescheria, contro le 26 previste dal contratto nazionale. Si declina anche in chiave pratese l’accordo sperimentale definito a livello nazionale fra Esselunga e le organizzazioni sindacali (è stato siglato nel maggio 2016) per regolamentare il lavoro domenicale dei dipendenti a tempo pieno, per i quali non è prevista la prestazione extra nel contratto: sono 95 quelli interessati tra i punti vendita di viale Galilei e Leonardo da Vinci su un totale di 274 addetti.
Cosa cambierà d’ora in poi? Nel caso in cui la volontarietà dei lavoratori non riesca a coprire l’organico necessario per le aperture, l’azienda dovrà ricorrere a una programmazione trimestrale dei turni domenicali senza comunque far superare ai dipendenti il tetto delle 22 o 24 prestazioni extra. L’intesa, firmata martedì scorso nella sede all’Osmannoro dai vertici territoriali di Esselunga con i rappresentanti delle sigle Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil, entrerà in vigore dal prossimo novembre. In Toscana i primi a partire nel 2016 con questa sperimentazione sono stati i supermercati di Novoli e del Gignoro, dopo Prato a cascata l’accordo sarà replicato a Montecatini e in altre aree della Toscana. «Fermo restando che come sindacato siamo sempre stati contrari alle aperture domenicali previste dalla liberalizzazione, quello raggiunto con Esselunga e recepito sul nostro territorio rappresenta un buon accordo perché ribadisce la volontarietà del lavoro domenicale che non può essere imposto dall’azienda senza rispettare determinate condizioni», fa notare il sindacalista Nunzio Martino della Filcams-Cgil pratese, uno dei firmatari. Un patto sul lavoro domenicale che viene così definito per ogni singolo supermercato, con il coinvolgimento diretto dei sindacati. (mar.la)
Cosa cambierà d’ora in poi? Nel caso in cui la volontarietà dei lavoratori non riesca a coprire l’organico necessario per le aperture, l’azienda dovrà ricorrere a una programmazione trimestrale dei turni domenicali senza comunque far superare ai dipendenti il tetto delle 22 o 24 prestazioni extra. L’intesa, firmata martedì scorso nella sede all’Osmannoro dai vertici territoriali di Esselunga con i rappresentanti delle sigle Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil, entrerà in vigore dal prossimo novembre. In Toscana i primi a partire nel 2016 con questa sperimentazione sono stati i supermercati di Novoli e del Gignoro, dopo Prato a cascata l’accordo sarà replicato a Montecatini e in altre aree della Toscana. «Fermo restando che come sindacato siamo sempre stati contrari alle aperture domenicali previste dalla liberalizzazione, quello raggiunto con Esselunga e recepito sul nostro territorio rappresenta un buon accordo perché ribadisce la volontarietà del lavoro domenicale che non può essere imposto dall’azienda senza rispettare determinate condizioni», fa notare il sindacalista Nunzio Martino della Filcams-Cgil pratese, uno dei firmatari. Un patto sul lavoro domenicale che viene così definito per ogni singolo supermercato, con il coinvolgimento diretto dei sindacati. (mar.la)
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