Il presidio
Certezze sul credito, incognite sui quadri
I vertici della banca che ha acquisito Bpvi hanno incontrato i rappresentanti delle istituzioni e associazioni pratesi
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PRATO. Della particolarissima struttura imprenditoriale del distretto di Prato e della collezione dei quadri di Galleria degli Alberti che, nonostante sforzi e promesse, non riesce proprio a tornare a casa. Di questo il sindaco Matteo Biffoni, accompagnato dal vicesindaco Simone Faggi e dall’assessore alle attività produttive Daniela Toccafondi ha parlato, lunedì, durante un pranzo al ristorante dello chef Barni al Museo Pecci, con i vertici Intesa. Prima visita in città dei manager dell’istituto che ha acquisito la parte sana del gruppo delle banche venete (Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza) e che proprio in queste settimane sta procedendo con la riorganizzazione del personale e delle sedi. Operazione non certo indolore anche per Prato ex “piazza forte” toscana di Bpvi che perderà un centinaio di addetti, “pensionandi” su base volontaria e si troverà, ben presto, con un numero minore di sportelli rispetto agli attuali 25. Confermata, invece, l’acquisizione delle sede storica in via degli Alberti.
Giornata di incontri per Stefano Barrese, responsabile Divisione banca dei territori, Gabriele Piccini, responsabile ex Banca Popolare di Vicenza ed ex Veneto Banca, e Luca Severini, responsabile Direzione regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo e direttore generale Banca CR Firenze, che oltre gli amministratori pubblici, hanno avuto colloqui con il vescovo Franco Agostinelli, con la presidente della Fondazione Cassa Fabia Romagnoli e con i rappresentanti di Confindustria Toscana Nord, delle categorie economiche e della Camera di Commercio. E’ toccato a Barrese illustrare gli obiettivi della banca e ribadire «la grande attenzione all’economia pratese, in particolare verso le imprese, verso le quali - ha assicurato - non verrà mai a mancare il credito». Il responsabile Divisione banca dei territori ha assicurato «la vicinanza e l’impegno di Intesa SanPaolo - si legge nel comunicato ufficiale - che per la clientela delle ex popolari venete ha già previsto lo stanziamento di un ulteriore plafond in aggiunta ai 50 miliardi che Intesa ha già predisposto per il 2017».
E di necessità di sostenere le imprese del territorio ha parlato anche Biffoni con i manager Intesa: «L’impressione è stata ottima - afferma il sindaco - è chiaro che è finita l’epoca del fare banca in un ottica territorialmente limitata, ci troviamo di fronte a un colosso bancario di dimensioni europee. Ma abbiamo parlato ampiamente del tessuto produttivo pratese, formato da piccole e piccolissime realtà produttive e la disponibilità, in particolare a non fare mancare il credito, c’è stata». Più sfumate le certezze sul destino della collezione: «Il nostro obiettivo - spiega Biffoni - è riavere la quadreria e mostrarla ai cittadini, sul come questo possa avvenire la discussione è aperta». C’è un problema, infatti, la collezione della Galleria degli Alberti, è rimasta nella “bad bank”, ovvero nel patrimonio in liquidazione della Bpvi, assieme al pacchetto consistente di immobili che Intesa San Paolo deciderà di abbandonare al lori destino. «La situazione dei quadri è complicata - prosegue il sindaco - e un’ ulteriore problema è rappresentato dalla serie di ricorsi ancora attivi. Per questo motivo ho chiesto una mano ai vertici Intesa per sbrogliare la matassa». Quali sono le soluzioni possibili? La più ovvia è che i quadri entrino nella disponibilità di Intesa e che la banca accetti di rispettare gli accordi stretti tra Prato e Bpvi. Di certezze, però, non ce ne sono. (c.o.)
Giornata di incontri per Stefano Barrese, responsabile Divisione banca dei territori, Gabriele Piccini, responsabile ex Banca Popolare di Vicenza ed ex Veneto Banca, e Luca Severini, responsabile Direzione regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo e direttore generale Banca CR Firenze, che oltre gli amministratori pubblici, hanno avuto colloqui con il vescovo Franco Agostinelli, con la presidente della Fondazione Cassa Fabia Romagnoli e con i rappresentanti di Confindustria Toscana Nord, delle categorie economiche e della Camera di Commercio. E’ toccato a Barrese illustrare gli obiettivi della banca e ribadire «la grande attenzione all’economia pratese, in particolare verso le imprese, verso le quali - ha assicurato - non verrà mai a mancare il credito». Il responsabile Divisione banca dei territori ha assicurato «la vicinanza e l’impegno di Intesa SanPaolo - si legge nel comunicato ufficiale - che per la clientela delle ex popolari venete ha già previsto lo stanziamento di un ulteriore plafond in aggiunta ai 50 miliardi che Intesa ha già predisposto per il 2017».
E di necessità di sostenere le imprese del territorio ha parlato anche Biffoni con i manager Intesa: «L’impressione è stata ottima - afferma il sindaco - è chiaro che è finita l’epoca del fare banca in un ottica territorialmente limitata, ci troviamo di fronte a un colosso bancario di dimensioni europee. Ma abbiamo parlato ampiamente del tessuto produttivo pratese, formato da piccole e piccolissime realtà produttive e la disponibilità, in particolare a non fare mancare il credito, c’è stata». Più sfumate le certezze sul destino della collezione: «Il nostro obiettivo - spiega Biffoni - è riavere la quadreria e mostrarla ai cittadini, sul come questo possa avvenire la discussione è aperta». C’è un problema, infatti, la collezione della Galleria degli Alberti, è rimasta nella “bad bank”, ovvero nel patrimonio in liquidazione della Bpvi, assieme al pacchetto consistente di immobili che Intesa San Paolo deciderà di abbandonare al lori destino. «La situazione dei quadri è complicata - prosegue il sindaco - e un’ ulteriore problema è rappresentato dalla serie di ricorsi ancora attivi. Per questo motivo ho chiesto una mano ai vertici Intesa per sbrogliare la matassa». Quali sono le soluzioni possibili? La più ovvia è che i quadri entrino nella disponibilità di Intesa e che la banca accetti di rispettare gli accordi stretti tra Prato e Bpvi. Di certezze, però, non ce ne sono. (c.o.)
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