Il presidio
E nelle filature troppi macchinari senza le protezioni
PRATO. Il 36 % degli infortuni a Prato nei primi sette mesi del 2017 sono nel tessile, nello specifico nelle filature e nei maglifici. A seguire l'edilizia, soprattutto con la pericolosità dovuta ai...
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PRATO. Il 36 % degli infortuni a Prato nei primi sette mesi del 2017 sono nel tessile, nello specifico nelle filature e nei maglifici. A seguire l'edilizia, soprattutto con la pericolosità dovuta ai ponteggi e al lavoro in continuo movimento dentro i cantieri.
Eppure negli anni scorsi, gli infortuni nel tessile erano diminuiti in modo importante, addirittura nelle filature, grazie alla messa a punto di uno specifico protocollo, erano stati annullati. Ma anche qui la crisi economica sembra aver giocato il suo ruolo.
«Nel tempo preso in esame c'è un lieve aumento degli infortuni a Prato - dice il dottor Luigi Mauro, dirigente del dipartimento pratese igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro dell' Asl toscana centro - ed è effettivamente vero che c'è un ritorno ad una tipologia di infortuni che erano stati superati».
Le filature sono da sempre le grandi supervisionate, proprio per l'utilizzo di particolari macchinari.
«Purtroppo è cosi nonostante protocolli e intenso lavoro che continuiamo a fare di vigilanza e di controllo, basti pensare che a luglio abbiamo sequestrato dei macchinari proprio da una filatura, in quanto mancanti delle protezioni adeguate per quanto riguarda la sicurezza. E guardi che non è semplice far sequestrare dei macchinari - prosegue il dottor Mauro - c'è un complesso di cose che stanno portando all'aumento degli infortuni sul lavoro, compreso il notevole mutamento che avviene nei processi di lavoro stessi».
Uno dei problemi, per niente piccoli, che si affaccia oggi nel mondo del tessile pratese è che con la ripresa di domanda produttiva, non pochi imprenditori rimettono in moto o acquistano macchinari usati, ma di vecchia data e senza le dovute protezioni antinfortunistiche. Un fenomeno che sembra allargarsi.
«Proprio è così - conferma il dottor Mauro -, pensi che nelle filature negli anni scorsi avevamo predisposto un protocollo ad hoc che stava funzionando benissimo e che aveva ridotto a zero gli infortuni. Ora, invece, ci troviamo difronte ad una situazione complessa dove anche nei maglifici, con l'uso delle macchine lineari, sono aumentati gli incidenti».
E anche per il dottor Mauro la questione principale da affrontare è essenzialmente una sola: «Non manca la cultura sulla prevenzione, ci sono molti imprenditori virtuosi a Prato. Ma ce ne sono tanti altri che non investono nella prevenzione dagli infortuni e i dati statistici lo confermano». (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Eppure negli anni scorsi, gli infortuni nel tessile erano diminuiti in modo importante, addirittura nelle filature, grazie alla messa a punto di uno specifico protocollo, erano stati annullati. Ma anche qui la crisi economica sembra aver giocato il suo ruolo.
«Nel tempo preso in esame c'è un lieve aumento degli infortuni a Prato - dice il dottor Luigi Mauro, dirigente del dipartimento pratese igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro dell' Asl toscana centro - ed è effettivamente vero che c'è un ritorno ad una tipologia di infortuni che erano stati superati».
Le filature sono da sempre le grandi supervisionate, proprio per l'utilizzo di particolari macchinari.
«Purtroppo è cosi nonostante protocolli e intenso lavoro che continuiamo a fare di vigilanza e di controllo, basti pensare che a luglio abbiamo sequestrato dei macchinari proprio da una filatura, in quanto mancanti delle protezioni adeguate per quanto riguarda la sicurezza. E guardi che non è semplice far sequestrare dei macchinari - prosegue il dottor Mauro - c'è un complesso di cose che stanno portando all'aumento degli infortuni sul lavoro, compreso il notevole mutamento che avviene nei processi di lavoro stessi».
Uno dei problemi, per niente piccoli, che si affaccia oggi nel mondo del tessile pratese è che con la ripresa di domanda produttiva, non pochi imprenditori rimettono in moto o acquistano macchinari usati, ma di vecchia data e senza le dovute protezioni antinfortunistiche. Un fenomeno che sembra allargarsi.
«Proprio è così - conferma il dottor Mauro -, pensi che nelle filature negli anni scorsi avevamo predisposto un protocollo ad hoc che stava funzionando benissimo e che aveva ridotto a zero gli infortuni. Ora, invece, ci troviamo difronte ad una situazione complessa dove anche nei maglifici, con l'uso delle macchine lineari, sono aumentati gli incidenti».
E anche per il dottor Mauro la questione principale da affrontare è essenzialmente una sola: «Non manca la cultura sulla prevenzione, ci sono molti imprenditori virtuosi a Prato. Ma ce ne sono tanti altri che non investono nella prevenzione dagli infortuni e i dati statistici lo confermano». (a.f.)
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