Il presidio
Panico ai Gigli, il direttore tira le orecchie ai negozianti
Luca Frigeri commenta il falso allarme bomba di domenica: "I gestori di alcuni punti vendita hanno tirato giù le serrande in fretta e furia, e questo può aver contribuito ad aumentare il panico"
PRATO. «È andata abbastanza bene, ma poteva andare meglio». All’indomani del fuggi fuggi della massa di persone – tra le 10.000 e le 15.000 – dai Gigli per un falso allarme è il direttore Luca Frigeri a fare il punto della situazione. «Abbiamo un piano di evacuazione – afferma Frigeri – che tutti gli anni mettiamo a punto anche attraverso simulazioni, il personale addetto si è comportato bene e ha fatto ciò che doveva indirizzando la gente verso l’uscita e cercando contestualmente di calmarla, l’unica falla semmai si è registrata nella reazione dei gestori di alcuni negozi che invece di comportarsi secondo le regole del piano, hanno chiuso il negozio in fretta e furia, abbassando anche le serrande e questo può aver contribuito ad aumentare il panico».
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Un brutto quarto d’ora quello vissuto dai frequentatori domenicali – sempre tanti – del centro commerciale di Campi Bisenzio, quando alle 16,30 ha risuonato l’allarme antincendio congegnato in modo tale per cui se viene rotto il vetro di uno dei pulsanti rossi sparsi per l’edificio parte un messaggio registrato che invita ad uscire. E così è stato: in galleria si sono riversate migliaia di persone che hanno cercato di raggiungere le uscite il prima possibile. A nulla sono valsi i messaggi diffusi con gli altoparlanti, pochi minuti dopo, di mantenere la calma perché si trattava di un falso allarme: ormai la paura era diffusa, il fuggi fuggi cominciato, accompagnato da pianti isterici e da un paio di cadute.
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«Per fortuna le due donne che hanno perso l’equilibrio e sono finite a terra durante l’evacuazione – prosegue Frigeri - non sono state calpestate, quindi sono state solo medicate dall’ambulanza che è arrivata poco dopo con le forze dell’ordine. Il fatto è che la psicosi dell’attentato terroristico ormai si è diffusa, c’è, è sempre più forte e diventa difficilissimo governare situazioni come quelle dell’altro giorno».
Cos’è accaduto ai Gigli? Che un bambino – non si sa ancora di quale età – che si trovava assieme ai genitori nel reparto bambino di Zara ha urtato involontariamente il vetro del pannello dell’allarme antincendio, rompendolo e la sirena è partita. «Si tratta di un dispositivo che è stato collocato in vari punti del centro – continua il direttore – e che è posto a un altezza tra un metro e un metro e 60 centimetri per essere utilizzato anche da persone non molto alte. In questo caso però si è trattato di un incidente. Crediamo non ci siano gli estremi per aprire un’inchiesta, i carabinieri comunque stanno visionando le immagini delle telecamere».
È stato il sindacato Filcams Cgil, intanto, a diffondere una nota nella quale si sostiene che il personale del Gigli «è impreparato a gestire le emergenze». Un’affermazione che non convince Frigeri: «La dozzina di vigilantes all’interno del centro che entra in servizio nei giorni festivi, si è comportato come doveva. Dobbiamo potenziare la formazione tra i 65 titolari di negozi addestrati a intervenire in caso di crisi (indossano giubbotti speciali e accompagnano le persone alle uscite di sicurezza ndr) ed è quello che faremo già a partire da domani».
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