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Vaccini: pioggia di autocertificazioni
di Maria Lardara
Moltissimi genitori sono risultati non in regola, ma spesso a torto, e sono stati costretti a compilare i moduli
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PRATO. Zaino, grembiule e… autocertificazione. L’emozione del primo giorno di scuola alla materna per quattromila bambini pratesi, quello da incorniciare nell’album dei ricordi di mamma e babbo, è stata subito freddata dal groviglio della burocrazia dei vaccini, con la corsa alle autocertificazioni dei genitori fuori tempo. Ore 8, squilla la campanella e si entra in classe. Sì, anche senza quel modulo che doveva essere consegnato alle segreterie entro il 14 settembre.
Ultima chiamata, anzi non proprio ultima, per i genitori considerati non in regola dall’Asl. Un foglio spesso tradotto in più lingue, con il quale occorreva dichiarare lo stato vaccinale dei figli, con l’impegno a “sanare” la posizione entro il 10 marzo 2018. Genitori distratti o “no vax”? Fatto sta che, al suono della prima campanella, una cinquantina di famiglie del comprensivo Convenevole (150 alunni alla materna) non aveva ancora consegnato il famigerato modulo, un centinaio di casi all’Iva Pacetti (su un totale di 300 alunni nella fascia 3-6). Nessun bambino però è stato rimandato a casa. «Stiamo scherzando? Non è facile, soprattutto con i genitori stranieri – fa sapere il preside Mario di Carlo che ha la reggenza dell’istituto comprensivo Il Pontormo - Abbiamo avuto qualche difficoltà con le famiglie cinesi che non capivano il senso dell’autocertificazione».
Dal Montalbano alla Vallata passando per Prato, il copione è uguale un po’ dappertutto. «Altri due giorni di tolleranza sono necessari», aggiunge Daniele Santagati, storico preside dell’istituto Datini, che guida anche il comprensivo Pertini di Vernio. I più impreparati, i genitori stranieri con difficoltà linguistiche. Ma come mai così tante autocertificazioni? Eppure la procedura toscana, frutto dell’accordo del 24 agosto scorso tra le Asl, Anci e ufficio scolastico regionale, avrebbe dovuto alleggerire la vita alle famiglie, evitando la corsa in segreteria. «Hanno dovuto consegnare il modulo di autocertificazione anche genitori in regola con le vaccinazioni », lamenta una dirigente scolastica. Solo che, a quanto pare, quelle vaccinazioni non risultavano ancora nel database dell’Asl.
C’è chi ha consegnato a mano i moduli, chi sperava di sbrigarsela con l’invio dei documenti per posta elettronica. In qualche caso poi la cattiva sorte ci ha messo lo zampino come al comprensivo Nord, il più numeroso in città in termini di iscritti (quasi duemila), dove la rete Internet è andata in tilt proprio il primo giorno. «Ma abbiamo ricevuto quasi tutte le autocertificazioni che mancavano, grazie anche a un capillare lavoro di informazione», fanno sapere dalla sede. Per alcune segreterie è stato un vero tour de force: il personale dell’istituto Marco Polo s’è spostato fisicamente alla materna Villa Charitas, frequentata da 200 alunni, dove è stata allestita una postazione mobile per “intercettare” i genitori in ritardo. Anche qui la presenza di tanti stranieri (la media oscilla tra il 60 e il 70%) ha creato qualche barriera linguistica. «Ma tutti i genitori sono stati contattati telefonicamente – fa sapere la preside Angelina Dibuono – e abbiamo tenuto aperta la segreteria per tempi più lunghi. Da una parte l’esigenza di rispondere legittimamente alla legge, dall’altra quella di non creare disservizi cercando di stare al fianco dei genitori».
Ultima chiamata, anzi non proprio ultima, per i genitori considerati non in regola dall’Asl. Un foglio spesso tradotto in più lingue, con il quale occorreva dichiarare lo stato vaccinale dei figli, con l’impegno a “sanare” la posizione entro il 10 marzo 2018. Genitori distratti o “no vax”? Fatto sta che, al suono della prima campanella, una cinquantina di famiglie del comprensivo Convenevole (150 alunni alla materna) non aveva ancora consegnato il famigerato modulo, un centinaio di casi all’Iva Pacetti (su un totale di 300 alunni nella fascia 3-6). Nessun bambino però è stato rimandato a casa. «Stiamo scherzando? Non è facile, soprattutto con i genitori stranieri – fa sapere il preside Mario di Carlo che ha la reggenza dell’istituto comprensivo Il Pontormo - Abbiamo avuto qualche difficoltà con le famiglie cinesi che non capivano il senso dell’autocertificazione».
Dal Montalbano alla Vallata passando per Prato, il copione è uguale un po’ dappertutto. «Altri due giorni di tolleranza sono necessari», aggiunge Daniele Santagati, storico preside dell’istituto Datini, che guida anche il comprensivo Pertini di Vernio. I più impreparati, i genitori stranieri con difficoltà linguistiche. Ma come mai così tante autocertificazioni? Eppure la procedura toscana, frutto dell’accordo del 24 agosto scorso tra le Asl, Anci e ufficio scolastico regionale, avrebbe dovuto alleggerire la vita alle famiglie, evitando la corsa in segreteria. «Hanno dovuto consegnare il modulo di autocertificazione anche genitori in regola con le vaccinazioni », lamenta una dirigente scolastica. Solo che, a quanto pare, quelle vaccinazioni non risultavano ancora nel database dell’Asl.
C’è chi ha consegnato a mano i moduli, chi sperava di sbrigarsela con l’invio dei documenti per posta elettronica. In qualche caso poi la cattiva sorte ci ha messo lo zampino come al comprensivo Nord, il più numeroso in città in termini di iscritti (quasi duemila), dove la rete Internet è andata in tilt proprio il primo giorno. «Ma abbiamo ricevuto quasi tutte le autocertificazioni che mancavano, grazie anche a un capillare lavoro di informazione», fanno sapere dalla sede. Per alcune segreterie è stato un vero tour de force: il personale dell’istituto Marco Polo s’è spostato fisicamente alla materna Villa Charitas, frequentata da 200 alunni, dove è stata allestita una postazione mobile per “intercettare” i genitori in ritardo. Anche qui la presenza di tanti stranieri (la media oscilla tra il 60 e il 70%) ha creato qualche barriera linguistica. «Ma tutti i genitori sono stati contattati telefonicamente – fa sapere la preside Angelina Dibuono – e abbiamo tenuto aperta la segreteria per tempi più lunghi. Da una parte l’esigenza di rispondere legittimamente alla legge, dall’altra quella di non creare disservizi cercando di stare al fianco dei genitori».
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