Il presidio
Protesta la Penitenziaria: "In carcere con topi, scarafaggi e detenuti violenti"
I sindacati denunciano una situazione insostenibile nella casa circondariale della Dogaia di Prato. Il 26 un sit-in davanti all'ingresso
PRATO. Siamo costretti a convivere con topi, scarafaggi e detenuti violenti. Lo scrivono i rappresentanti sindacali degli agenti di polizia penitenziaria in servizio nel carcere della Dogaia, che da oggi, 22 luglio, sono in agitazione e mercoledì 26 faranno un sit-in davanti all'ingresso del carcere, in via della Montagnola. Già lo scorso 5 luglio i rappresentanti sindacali avevano chiesto un incontro urgente coi vertici regionali dell'amministrazione penitenziaria e, non essendo stati convocati, hanno diffuso un lungo elenco di lagnanze.
Nel documento si accusa il direttore del carcere, Vincenzo Tedeschi, di creare, sopprimere, modificare orari e carichi di lavoro a prescindere dalla contrattazione sindacale. Inoltre si denuncia una carenza di organico di circa il 30%, solo in parte attenuata dall'assegnazione di cinque unità, per tre mesi, dalla casa circondariale di Pistoia.
Gli stessi sindacati rivelano che nel solo 2017 sono già state 600 le giornate di assenza della polizia penitenziaria "dovute ad aggressioni ed eventi critici posti in essere dalla popolazione detenuta della sola media sicurezza". Il reparto isolamento, aggiungono, è diventato dimora abituale per alcuni detenuti, che spesso mettono in ridicolo l'istituzione e "calpestano la dignità" degli agenti di custodia. Anche la situazione igienica, secondo i sindacati, è pessima: "Il personale è costretto a lavorare e dimorare in compagnia di topi, blatte, sporcizia di ogni genere".
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