Il Tirreno

Prato

Giustizia lumaca, tre imputati davanti al giudice dopo 17 anni

di Paolo Nencioni
L'aula vuota del Tribunale di Prato
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L'aula vuota del Tribunale di Prato

Erano stati coinvolti in un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia nel 2000, poi le carte sono tornate a Prato e il fascicolo è riemerso dopo una lunga pausa

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PRATO. L’albanese Alex Strati aveva 21 anni nel 2000 e quindi era ancora giovane quando fu coinvolto in un’inchiesta sullo spaccio di droga. Probabilmente pensava di essere processato nel giro di due o tre anni e invece avrebbe dovuto comparire lunedì 17 in aula, ma il difensore ha informato il giudice di aver saputo da fonti ufficiose che il suo assistito forse nel frattempo è morto. È un piccolo e poco invidiabile record di lentezza quello del procedimento che vede ora imputati oltre allo stesso Strati, Antonio Durantino, 50 anni, difeso da Gabriele Terranova, e Silvano Giustini, 61 anni, assistito da Valeria Fontana. Tutti e tre sono accusati di detenzione e traffico di stupefacenti, nella fattispecie cocaina, l’articolo 73 della legge 309/90.

Strati, Durantino e Giustini finirono in un lungo elenco di persone indagate nel 2000 dalla Direzione distrettuale antimafia su un grosso traffico di droga, in quella che fu chiamata “Operazione patchwork”. In quel processo c’era anche Pietro Cozzolino e molti degli indagati furono accusati di far parte di un’associazione a delinquere (di qui la competenza della Dda). Al termine delle indagini preliminari, però, alcune posizioni furono stralciate perché si ritenne che non potesse essere loro contestata l’accusa di aver fatto parte dell’associazione. La naturale conseguenza di questa decisione è stata che gli atti relativi agli stralciati sono stati trasmessi alla Procura di Prato, e qui qualcosa non ha funzionato perché gli anni sono passati e la richiesta di rinvio a giudizio non è arrivata, forse anche a causa dell’avvicendamento dei magistrati. Qualche anno fa, infine, è stata esercitata l’azione penale e anche i tre indagati sono stati rinviati a giudizio. Nel frattempo gli altri imputati, quelli accusati di associazione a delinquere, hanno già definito le loro posizioni (tra cui quella di Cozzolino, che ha patteggiato), mentre per Strati, Durantino e Giustini non si vede ancora la fine del processo, ma almeno in questo caso non si rischia la prescrizione.

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