Due orientali arrestati per furto e ricettazione
Sorpresi nella notte da una pattuglia della polizia di Prato mentre stavano rubando macchine da cucire da una ditta di confezioni messa sotto sequestro. Per bloccare i ladri è intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri. Un terzo complice è riuscito a scappare
PRATO. Due cinesi sono stati arrestati la scorsa notte dalla polizia e dai carabinieri in via del Romito mentre rubavano macchine da cucire all’interno di una confezione sequestrata in precedenza a un loro connazionale. Un terzo cinese è riuscito a fuggire.
Intorno alle 2,30 una volante ha notato una Volkswagen Touran ferma all’intersezione col vicolo del Menichino. Al volante c’era un cinese, mentre un altro orientale era sul marciapiede a fare da “palo”. Un terzo cinese è stato visto mentre caricava macchine da cucire nel monovolume. Alla vista dei poliziotti quest’ultimo è scappato in direzione di via Valentini e ha fatto perdere le proprie tracce, mentre sul posto sono intervenuti anche i carabinieri che, insieme alla polizia, sono riusciti a bloccare gli altri due cinesi.
Identificato quello alla guida della Touran per un trentaquattrenne cinese domiciliato a Campi Bisenzio, irregolare in Italia, mentre il palo della banda veniva generalizzato per un quarantatreenne cinese domiciliato a Prato, di fatto senza fissa dimora e con precedenti di polizia, i poliziotti hanno appurato che erano 15 le macchine da cucire professionali già rubate e caricate nell'auto, insieme a un tavolo da taglio per tessuto e carta modello, prelevate dalla vicina ditta di vicolo del Menichino, che presentava una finestra laterale divelta e la porta antipanico aperta dall’interno.
Accertato che anche la Touran fosse provento di furto denunciato il 26 gennaio scorso da un cittadino cinese, i due fermati sono stati portati in Questura dove i poliziotti, insieme ai carabinieri, hanno fatto scattare l’arresto nella flagranza dei reati di furto aggravato e ricettazione, mentre sia le macchine da cucire professionale che la Touran sono state successivamente restituite ai legittimi proprietari, fatti giungere negli uffici di polizia.
Non è la prima volta (e non sarà l’ultima) che ladri cinesi vengono sorpresi a rubare nelle confezioni sequestrate. Due le ipotesi in campo: che esista un fiorente mercato delle macchine da cucire di provenienza illecita (e difficili da rintracciare), oppure che in certi casi siano gli stessi titolari delle attività sequestrate che commissionano i “furti” per rientrare in possesso dei macchinari.
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