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Tesi di laurea di un poliziotto con dedica al maresciallo Giangrande
L'assistente capo Armando Albano di Prato si è laureato in Giurisprudenza alla facoltà di Salerno discutendo una tesi sull'uso legittimo delle armi per le forze dell'ordine e facendo riferimento al caso del ferimento del maresciallo Giangrande
PRATO. “Ti avevo promesso di portare la tua storia nell’Aula Magna di un’Università e ci sono riuscito”. Così il maresciallo dell'Arma dei carabinieri Giuseppe Giangrande, Medaglia d'oro al valor civile è stato salutato dall’assistente capo della Polizia di Stato Armando Albano, in servizio presso la Questura di Prato, quando quest’ultimo gli ha consegnato a casa una copia della propria tesi di Laurea in Giurisprudenza su l’ “Uso legittimo delle armi e degli altri mezzi di coazione fisica nelle concrete dinamiche d’intervento dell’operatore di polizia”, discussa presso l’Università degli Studi di Salerno il 12 giugno scorso, ottenendo l’eccellente votazione di 106/110 e il plauso della Commissione di Laurea.
La drammatica vicenda professionale e umana del maresciallo Giangrande, infatti, è stata affrontata proprio in una delle sezioni della tesi in diritto penale del poliziotto pratese, grazie a un'intervista personalmente concessagli dal maresciallo il 20 dicembre 2016, integralmente riportata nell'elaborato di laurea. Per l’assistente capo Albano è stato un onore e un privilegio poterlo quindi incontrare di nuovo e consegnargli, come promesso, una copia del lavoro conclusivo del proprio ciclo di studi universitari. La tesi, che affronta le problematiche dell’uso legittimo delle armi per gli pperatori di polizia appartenenti a tutte le Forze dell’ordine, giudicata di pregevole fattura dalla Commissione di laurea, ha peraltro potuto contare anche sul contributo di un’altra medaglia d’oro, quella olimpica, nel judo a Pechino 2008, di Giulia Quintavalle, appartenente alla Guardia di Finanza, per quanto riguardante i profili di proporzionalità nell’uso delle armi per gli operatori femminili di polizia, a cui si sono aggiunte in merito le alcune considerazioni anche dell’atleta olimpica pratese Barbara Andolina, che ha partecipato, sempre nel judo, alle Olimpiadi di Atene 2004, nonché di una imponente ricerca bibliografica, nella quale sono ricordati importanti fatti di cronaca pratese, riportati in articoli di stampa a firma dei cronisti Paolo Nencioni, Ilenia Reali e Giovanni Spano.
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