Il presidio
Viaccia si ribella contro i cattivi odori
Responsabile, secondo i residenti, sarebbe l’azienda Arte Stampa che però nega gli addebiti ed invita a guardare altrove
PRATO. L’odore si fa più acre e pungente intorno all’ora di cena, quando tante persone frescheggiano ai giardini degli ex lavatoi oppure si ritrovano a mangiare una pizza sulla terrazza del circolo. Ma anche di giorno non si scherza, quando giocano i bambini del centro estivo e i cani scorazzano nell’area di sgambatura. C’è un’intera frazione in rivolta a Prato che punta il dito contro le emissioni provenienti dalla stamperia cinese “Arte Stampa” in via Pistoiese, risorta nell’aprile 2016 dalle ceneri dell’ex rifinizione “Flaminia”. Oltre 500 cittadini, per l’esattezza 521, hanno firmato un esposto «per gravi inconvenienti igienico-sanitari per emissioni maleodoranti» chiamando in causa la ditta in questione: la petizione è indirizzata al sindaco Matteo Biffoni e a vari organi competenti tra cui Asl e Arpat. L’odore nauseabondo è simile a quello della “diavolina” e gli abitanti di Viaccia ormai ci convivono da mesi fino a perdere la pazienza: dopo riunioni su riunioni, tra cui un’assemblea organizzata giovedì sera nei locali della parrocchia, due sopralluoghi dell’Asl, il tam tam sui social network, resta il disagio imputato all’azienda che ha l’ingresso principale in via Pistoiese 671 e il retro in via di Valdingole.
«Fumi ed esalazioni irritanti per l’apparato respiratorio rendono difficile, se non impossibile, lo stanziare fuori dalle abitazioni limitrofe», si legge fra le righe della petizione depositata il 23 giugno. Intanto, il 12 luglio prossimo il Coordinamento cittadini per Viaccia e i primi due firmatari della petizione saranno ascoltati dalla commissione consiliare 4.
«Nonostante numerose chiamate agli organi preposti a vigilare sulla sanità pubblica, non è stato possibile eliminare il problema», lamentano i firmatari che invocano provvedimenti severi per monitorare la qualità dell’aria e una misurazione puntuale del rumore emesso dai macchinari sia di giorno che di notte. Si racconta in paese che l’altra sera, mentre i viaccesi si riunivano in parrocchia, l’aria fosse irrespirabile. «Dalla mattina alla sera escono fumi bianchi e neri dall'abbattitore – raccontano due residenti di Viaccia – Qui si teme davvero per la salute dei residenti vista la molteplicità di attività che insistono nelle vicinanze della stamperia, compresa una scuola e un asilo». Ma per lo studio Kairos srl di Prato, società di consulenza che segue un centinaio di ditte cinesi sui temi della sicurezza e ambiente, non esiste nessuna anomalia nel processo produttivo di “Arte Stampa”, dove lavorano anche italiani.
«Abbiamo più volte incontrato il comitato locale e mi sono personalmente recato sul posto per verificare la segnalazione degli abitanti controllando gli abbattitori insieme all’Asl – fa sapere l’ingegnere Alfredo Belli di Kairos - Ma non è la stamperia cinese il problema, i cattivi odori arrivano semmai da altre attività industriali non lontane. Quest’azienda è un fiore all’occhiello del distretto, dove si fanno autocontrolli delle emissioni in atmosfera, gli ultimi proprio ieri (due giorni fa, ndr). In ogni caso, siamo disponibili insieme all’azienda a collaborare con i cittadini andando a verificare insieme tutte le loro segnalazioni». In effetti, altre fabbriche sorgono in via Croce Rossa, non lontano da via di Valdingole, ma si tratta per lo più di tessiture, filature, lanifici. Dal canto suo, l’Usl Toscana Centro fa sapere in una nota che «il personale del dipartimento di prevenzione ha effettuato ripetuti accertamenti dal marzo scorso» e che nell’autunno 2016 la ditta era stata controllata dal gruppo interforze. «L’azienda – dicono dagli uffici via del Lavarone - è oggetto di monitoraggio e ulteriori verifiche».
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