Italia
Presto altre cinquemila aziende al setaccio
Ispezioni ancora più approfondite nel prossimo biennio nell’area di Prato. Incassati quasi 10 milioni
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. E' partita a maggio scorso la fase 2 del progetto 'Lavoro sicuro' della Regione Toscana. Il giro di boa è stato effettuato con un convegno che si è svolto a fine marzo a Prato alla presenza del procuratore Nicolosi. Stavolta saranno passate al setaccio altre 5mila aziende a Prato e non solo. Per controllarle tutte ci vorrà un paio d'anni. E la Regione in un certo senso raddoppia. Nel senso che la lente d'ingrandimento degli ispettori non si fermerà al controllo delle bombole del gas, degli impianti elettrici o dei dormitori. L'occhio lungo della Regione andrà a verificare anche la stabilità dei carrelli elevatori (qualora ci fossero), l'utilizzo dei solventi e le attestazioni che dimostrano la formazione del personale. E' capitato infatti che le attestazioni fossero fasulle. Dunque un doppio impegno. Vediamo adesso quali sono stati gli effetti della fase 1. Sono state 8.300 le aziende controllate. Si contano 1.400 dormitori smantellati. Numerose ordinanze per la messa in sicurezza e numerose multe. Ma il dato forse più interessante è che l'84 per cento delle aziende dopo i controlli si è comunque messa in regola. La notizia positiva è che l'impresa non è sparita nel nulla, come poteva accadere qualche tempo fa. Anzi. Ha pagato pure le sanzioni, tant'è che dall'avvio del piano straordinario messo in atto dalla Regione Toscana sono stati incassati complessivamente 9 milioni e 954mila euro. (s.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
