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"La Coop chiude prima. Chiudiamo anche noi"
I piccoli negozi del Parco Prato in rotta di collisione col “padrone di casa”. Dall’11 giugno la domenica il supermercato cesserà le vendite alle 13,30. La Cgil: "Positiva la scelta di Unicoop"
PRATO. Anna Carina e le sue dipendenti si stavano già gustando l’emozione del primo pomeriggio di domenica in famiglia, e invece no, il dilemma è se alzare o abbassare il bandone del negozio-laboratorio “Titti Ceramiche” domenica 11 giugno e, da lì in poi, tutte le altre domeniche. È un dilemma che getta scompiglio tra i piccoli negozi del centro commerciale Parco Prato alla luce della decisione di Unicoop Firenze di limitare l’apertura domenicale alla sola mattina, dalle 8.30 alle 13.30, nel 40% dei suoi punti vendita (anche a Prato), comunicando che le altre attività della galleria sarebbero rimaste aperte fino alle 20.
«Decathlon e H&M hanno deciso di tenere aperti? La nostra “mamma” è Unicoop Firenze con cui abbiamo il contratto: se il supermercato chiude di pomeriggio perché non dobbiamo seguirne l’esempio?» si chiede la titolare Anna Carina Canetti. “Titti Ceramiche” è un piccolo gioiello di manifattura artigianale nel tempio dello shopping inaugurato nel novembre del 2009: del resto, questo è un centro commerciale diverso dagli altri, dove il piccolo negozio di vicinato convive con il big della grande distribuzione.
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Con l’idea di dire basta al lavoro domenicale le maestre ceramiste di “Titti” avevano pensato di investire nel centro di Prato, aprendo un altro negozio in viale Piave con l’intenzione di trasferirsi un giorno lì. Ma innegabilmente gli affari girano più al Parco Prato. «Resteremo qui – fanno sapere – chiuderemo invece il negozio di viale Piave entro la fine dell’anno». Intanto suona la carica dei piccoli esercizi, in tutto una quindicina di insegne, che compongono la galleria del centro commerciale di Capezzana: dalla tabaccheria all’agenzia viaggi, dalla farmacia alla pizzeria a taglio, passando per il calzolaio e le varie attività artigianali.
«Abbiamo preparato una lettera per la direzione del centro commerciale, facendo presente che le nostre attività sono a conduzione familiare e dunque vorrebbero allinearsi agli orari del supermercato – dicono dalla tabaccheria “Sogni e realtà” – e dunque chiudere nel pomeriggio». Storce la bocca anche il personale dell’agenzia di viaggi “Promoturismo”: una circolare della direzione del Parco Prato, datata 6 giugno, informa gli operatori che dall’11 giugno, ogni domenica, la galleria resterà aperta fino alle 20 (orari riportati anche sul sito di Parco Prato).
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«Non ha senso stare aperti – ammettono dall’agenzia – Chi viene al centro commerciale la domenica pomeriggio lo fa per passeggiare o fare shopping». Ma c’è chi la pensa diversamente e ha una diversa politica d’apertura: sono le grandi catene che hanno fatto crollare ormai da tempo il tabù del lavoro domenicale. «Non abbiamo avuto comunicazione diversa da parte della casa madre, quindi saremo aperti anche di pomeriggio», dice una commessa di “Decathlon”. Idem da “ScarpaMondo”, “H&M”, “Prenatal”, “Euronics”, dove suona tutt’altra musica che non è quella che ha evidentemente scelto Unicoop Firenze per i suoi punti vendita, coniugando etica e impresa. Chi vuole vederci chiaro in tutta questa faccenda è il sindacato: la Filcams Cgil ha chiesto un incontro alla direzione del Parco Prato.
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"Riteniamo assolutamente positiva la decisione di Unicoop Fi di ridurre il numero delle aperture domenicali e festive - dice Alberto Santini, segretario provinciale Filcams Cgil - e di contenerne gli orari, poichè è stata fatta volendo rimettere al centro elementi valoriali come quelli legati alla qualità della vita delle persone evitando di sacrificare tutto in nome del consumo di massa. Riteniamo che tale scelta vada perseguita all'interno di tutte le gallerie commerciali perchè tale etica deve appartenere a tutti i soggetti; conseguentemente a ciò, promuoveremo incontri e campagne di assemblee tra tutti i dipendenti che operano nella galleria medesima pronti a mettere in campo assieme, ogni azione necessaria a ricondurre a detti principi qualsiasi azienda che voglia effettuare una scelta diversa da quella di Unicoop Firenze".
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